sabato 23 giugno 2012

COMUNICATO DELLA CAMERA DEL LAVORO DI BRESCIA


Il Comitato Direttivo della Camera del lavoro di Brescia riunito il 21 Giugno 2012 ritiene la decisione assunta a maggioranza da Comitato Direttivo Nazionale Cgil sbagliata.

Alla vigilia di un probabile voto di fiducia sul disegno di legge sul mercato del lavoro, ovvero su precarietà, art. 18 e ammortizzatori sociali, la Cgil ha deciso di considerare conclusa questa fase e cambiare pagina per favorire le iniziative unitarie fino ad arrivare a un ipotetico sciopero generale unitario in autunno dai contenuti indefiniti.

E’ stata così cancellata la decisione del precedente comitato direttivo che aveva proclamato 16 ore di sciopero, 8 ore a livello territoriale e 8 ore per lo sciopero generale, contro il ddl sul mercato del lavoro e per riaprire la questione previdenziale.

Nel frattempo il ddl è stato ulteriormente peggiorato e si profila un ulteriore peggioramento nella parte che riguarda la flessibilità in entrata contropartita all’accelerazione sul voto della ddl.

Riteniamo sbagliato  non aver proclamato lo sciopero generale già definito dall'insieme della Cgil.  Si è  contrapposta  l'iniziativa unitaria all'iniziativa della nostra organizzazione, iniziative che su molti temi oggi in discussione non vedono posizioni unitarie in campo, a cominciare dal tema della democrazia nei luoghi di lavoro e  l'esclusione della rappresentanza sindacale Fiom-Cgil negli stabilimenti Fiat, dal DDL del mercato del lavoro, dall’art. 8, dagli esuberi  dichiarati dalla pubblica amministrazione, dalla necessità di una seria politica industriale nel nostro paese.

La Cgil non può rinunciare a far vivere le proprie posizioni condivise da migliaia di lavoratori e lavoratrici, pensionate e pensionate a maggior ragione oggi  che il governo ha utilizzato la crisi per ridisegnare l’intero assetto sociale del nostro Paese: sistema previdenziale, precarietà, art.18 e tutela nel lavoro e ammortizzatori sociali, va quindi  messo in campo una  reale iniziativa di contrasto da parte della Cgil come  accade negli altri paesi europei.

Nessun commento:

Posta un commento