Qualcuno, forse, ricorderà anche che, per quel gesto, quel generoso cittadino di Adro è stato creato motu proprio cavaliere dal Presidente della Repubblica, scatenando una reazione del sindaco del paese così rabbiosa e scomposta da fruttargli l’iscrizione al registro degli indagati per vilipendio al Capo dello Stato.
Tutto questo accadeva nell’aprile del 2010 ma il tema torna oggi di attualità perché, dopo due anni in cui benefattori e volontari hanno comunque garantito alle famiglie bisognose quell’aiuto che i servizi sociali comunali colpevolmente negano, all’inizio di questo mese di novembre sono nuovamente partite le lettere che minacciano di negare il pane agli scolari che hanno la sfortuna di esser figli di qualcuno che non ce la fa.
Vale la pena, però, di fare un po’ la storia della mensa di Adro, anche perché ogni lettore si faccia un’idea precisa di quel che c’è dietro a questa vicenda e della diversa natura dei suoi diversi protagonisti.
La mensa dell’istituto scolastico di Adro, che comprende asilo, elementari e medie, per un numero di alunni che oscilla tra i 500 e i 600, è stata storicamente gestita da un’associazione costituita tra genitori fin dagli anni 70, che ha assunto, con la formalizzazione dello statuto nel 1982, il nome di “ASSOCIAZIONE PROMOTORI ATTIVITÀ PARASCOLASTICHE DI ADRO”, con sede in Adro, Via Lazzaretto, 1.
Presidente e anima dell’associazione, fino al 2010, è Giuseppina Paganotti: negli anni l’associazione, senza un soldo di contributo pubblico, acquista progressivamente attrezzature di cucina per 150.000 euro, assume operatori e dà lavoro, assicura 60.000 pasti l’anno agli alunni (a tutti e sempre), cura direttamente la riscossione delle rette secondo le tariffe regolate dalla convenzione che stipula annualmente col comune, riscuote gratuitamente per conto del comune anche gli abbonamenti allo scuolabus, spesso attende pazientemente il pagamento della quota della tariffa per i pasti di coloro che, per fascia di reddito, hanno diritto all’agevolazione a carico delle casse municipali. La gestione è così oculata che, quando scoppia il caso, nell’aprile del 2010, l’associazione, oltre al patrimonio costituito dalle sue attrezzature, ha un attivo di 93.000 euro, costituito dalla liquidità giacente sui conti correnti e da un credito di 26.000 euro verso il comune, che traccheggia nel pagare quanto dovuto per la differenza tra la tariffa riconosciuta all’associazione per ogni singolo pasto (€ 4,05 IVA compresa) e le tariffe ridotte che lo stesso comune ha stabilito per le fasce di reddito più basse.
La morosità di coloro che, nonostante la tariffa agevolata (poco più di un euro per pasto), non ce la facevano a pagare, è stata sempre, negli anni, gestita dall’associazione, grazie agli avanzi di gestione, con spirito mutualistico, sia perché si trattava di importi veramente marginali sul totale delle somme gestite in un anno (il giro era di circa 200.000 euro all’anno contro circa 8.000 euro di insolvenza), sia perché il fatto di operare in un paese in cui ci si conosce tutti consentiva al direttivo dell’associazione di distinguere la morosità incolpevole dalla furbizia.
Insomma, un bell’esempio di volontariato che collabora con la pubblica amministrazione per assicurare un servizio pubblico: la mensa ai cittadini di domani che frequentano la scuola.
Questo fino al 2010, quando si scatena l’offensiva del sindaco leghista Lancini contro l’Associazione Promotori Attività Parascolastiche di Adro: sarà perché non piacciono l’uguaglianza e la solidarietà che sono il credo di Giuseppina Paganotti e della gran parte dei suoi associati; sarà perché bisogna mettere le mani su una delle poche realtà di Adro non egemonizzate dal sindaco e dai suoi corifei, che ha il grosso difetto, come la casa di riposo, di funzionare bene e non essere leghista; sarà perché fanno gola i quasi 100.000 euro in cassa (per tacere dei 150.000 di attrezzature), ma Lancini progetta di impossessarsi dell’associazione, in parte riuscendovi.
Poi cerca di mettere in difficoltà la gestione facendo ritardare immotivamente il pagamento da parte del Comune dei conguagli dovuti in forza della convenzione (sono 26.000 euro che il comune ancor oggi non ha pagato, anche a causa della sottrazione della competenza a liquidare la somma al dirigente che gestiva la convenzione; a due anni di distanza, il liquidatore dell’associazione ha dovuto intraprendere iniziative legali per recuperarla).
Poi convoca in comune, il 05/05/2010, una parte dei genitori iscritti all’associazione, della quale fanno parte tutti coloro che hanno o hanno avuto figli a scuola, senza preclusioni, e quindi anche un po’ di leghisti. Nell’avviso, firmato dal sindaco, si legge che la riunione è indetta “per discutere delle problematiche relative al servizio mensa e ai relativi pagamenti risultati in sospeso”. Incredibilmente, quella che è una riunione indetta dal sindaco e non un’assemblea, matura il golpe contro la presidente Paganotti. E così, in assenza di qualsiasi legittimazione, una parte degli associati, quelli di fede “lanciniana”, si costituisce in assemblea autoconvocata il 03/06/2010 con la complicità di un membro del consiglio direttivo, la Sig.ra Uberti Sonia. Sotto la presidenza della lanciniana Uberti Sonia, i soci golpisti (che non sono la maggioranza degli associati) spodestano così il legittimo consiglio direttivo, nominando nuovi dirigenti dell’associazione nelle persone della stessa Uberti Sonia, di Costa Eliana e di Rinaldi Giovanna. Tale è l’enormità dell’azione, denunciata dalla presidente Paganotti il 09/06/2010, che qualcuno deve avere consigliato al “club delle golpiste” (che sono tre come le iscritte al “club delle mogli”) di rifondarsi in una nuova associazione, perché è chiaro che la loro assemblea non può essere considerata valida; e loro, insieme a chi le segue, così fanno, assegnando tuttavia alla nuova associazione lo stesso nome di quella vecchia. Col risultato che oggi, ad Adro, esistono due “Associazione Promotori Attività Parascolastiche di Adro”, con due sedi diverse, due diversi numeri di partita IVA, e due diversi legali rappresentanti (nel frattempo il consiglio direttivo ha nominato un liquidatore che ha accettato l’incarico e notificato la sua nomina al comune).
Nel frattempo, però, il sindaco, che nonostante la denuncia della presidente Paganotti del 09/06/2010, si precipita lo stesso giorno e con compiacimento a riconoscere formalmente il “club delle tre golpiste” come amministratrici dei beni della mensa, dopo avere pubblicato un farneticante proclama il 19/06/2010, comanda il colpo di mano e, nei primi giorni di luglio, prima si impossessa dei locali in cui si trovano l’ufficio e le attrezzature dell’associazione, aprendoli il 02/07/2010 con una chiave affidata in custodia al comune e sostituendo la serratura, poi fa asportare, all’alba del sabato 10/02/2010, i beni dell’associazione di cui si impossessa la nuova e omonima associazione diretta dal triummatriarcato golpista.
E così arriviamo a oggi: il nome dell’associazione che gestiva la mensa è usurpato, le attrezzature pagate negli anni (150.000 euro) sottratte, i debiti del comune per 26.000 euro non pagati, e, di nuovo, l’obbrobrio della minaccia di lasciare digiuni dei bambini colpevoli solo di essere bisognosi.
La comunità di Adro non è questo, non può essere questo. I cittadini di Adro meritano di meglio.
Brescia, 21 novembre 2012
CIRCOLO RIFORMISTA PROGRESSISTA SOCIALISTA "TEMPO MODERNO"
www.tempomoderno.it

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