giovedì 1 novembre 2012

Ricette per un taglio all'uso di pesticidi



PROVAGLIO. Affollata l'assemblea promossa dalle associazione ambientaliste sui trattamenti fitosanitari
La proposta ai Comuni di inserire alcune limitazioni nel regolamento in fase di elaborazione


28/10/2012, Bresciaoggi

Un convegno è sempre un'occasione importante per confrontarsi e così è stato anche ieri a Provaglio d'Iseo nel monastero di San Pietro in Lamosa che ha ospitato l'incontro dal titolo «Uso dei pesticidi e salute». Tante le testimonianze qualificate, i punti di vista, le analisi mediche e ambientali. Tante le valutazioni, ma la gente comune, quella che vive giorno per giorno a contatto con la viticoltura, si chiede che cosa accade quando i trattamenti chimici si spargano nell'atmosfera. Ci sono pericoli per la salute? Oppure no? Di certo i pesticidi sono concausa, hanno relazionato Gianni Tamino, Carlo Modenesi, Celestino Panizza, Gianluigi Salvadori e Cristina Micheloni di patologie legate all'aumento dei tumori e leucemie, ma cambiare si può, basta attuare regolamenti più stringenti e magari optare anche per il biologico.
Le numerose associazioni, comitati di cittadini e liste civiche della Franciacorta che hanno organizzato il convegno hanno voluto mettere nero su bianco alcune proposte da far inserire nel futuro regolamento sui pesticidi che le amministrazioni comunali, il Consorzio di tutela del Franciacorta, l'Asl e l'Arpa stanno mettendo a punto da circa un anno. I sodalizi che vorrebbero essere anch'essi coinvolti in prima persona nella stesura di tali norme chiedono il divieto di utilizzo dei pesticidi molto tossici (categoria T+), tossici (categoria T) e nocivi (categoria 3 Xn) su tutto il territorio dei 20 Comuni franciacortini, intendendo il divieto valido per tutte le colture e non solo per i vigneti; hanno inoltre chiesto l'abolizione di ogni tipo di diserbante, in particolare di quelli usati per eliminare l'erba sotto pianta. Contestualmente hanno suggerito di passare all'inerbimento totale, anche al fine di evitare il dilavamento e l'erosione dei terreni.
Le associazioni hanno poi sollecitato la regolamentazione rigida degli orari di irrorazione per i vigneti posti a meno di 50 metri dalle aree sensibili (scuole, asili, oratori, case di cura o ambulatori) e di confine, evitando i trattamenti nelle ore di apertura e di presenza dell'utenza o, nel caso di presenza per 24 ore, concordando con la direzione degli istituti stessi il momento migliore per l'irrorazione; chiesti anche manutenzione e ripristino delle ripe attraverso la piantumazione di specie arboree autoctone al fine di riattivare la biodiversità e limitare la deriva dei pesticidi. Proposte che pare cominciano a far breccia.
Secondo l'agronomo Pierluigi Donna, che portava il punto di vista dei produttori del Franciacorta, nel regolamento tre dei quattro punti potrebbero essere accolti.

Nessun commento:

Posta un commento