Il 17 Dicembre scorso il Consiglio comunale di Reggio Emilia ha votato una mozione che avvicina la cittadina emiliana alla ripubblicizzazione del Servizio Idrico e rappresenta un ulteriore indirizzo per il resto d'Italia.
Infatti, la mozione di iniziativa popolare presentata dal Comitato Acqua Bene Comune Reggio Emilia, votata addirittura dalla maggioranza del Consiglio Comunale (PD e SEL) e da una parte della minoranza (M5S e ex-Leghisti), con nessun voto contrario, indica la necessità di fuoriuscire dalla multiutility IREN e individua la forma di gestione in una azienda speciale di diritto pubblico.
Un risultato molto importante verso il rispetto dell'esito referendario e la volontà popolare che vuole l'acqua in mano pubblica. Un primo passo che premia il lavoro del Comitato Acqua Bene Comune reggiano e di tutto il movimento per l'acqua nel perseguire l'obiettivo della piena ripubblicizzazione dell'acqua.
Inoltre il fatto che il sindaco di Reggio Emilia Del Rio sia anche il Presidente dell'ANCI dovrebbe indicare agli altri comuni italiani qual è la strada giusta per tutelare l'acqua, garantire un bene comune e assicurare un servizio pubblico a tutti i cittadini.
La mozione impegna il sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio a prendere una posizione chiara e inamovibile a livello provinciale (dunque nel voto dei prossimi giorni in Provincia) a sostegno della gestione pubblica e partecipata dal Servizio Idrico Integrato, tramite un soggetto di diritto pubblico. Per rafforzare questa richiesta il testo approvato prevede che il sindaco si impegni a trasformare AGAC INFRASTRUTTURE SPA in un'azienda speciale consortile a cui affidare l'esclusiva gestione del servizio idrico integrato (SII). ... La creazione di una azienda speciale consortile, a cui venga affidato in esclusiva la gestione del SII è la scelta più coerente che deve essere presa per rispettare l'esito referendario e il principio per cui da tanti anni ci battiamo: l'acqua come bene comune. Infatti un'azienda di questo tipo, amministrata secondo il diritto pubblico e dunque senza scopo di lucro, è la modalità migliore attualmente disponibile per gestire l'acqua: l'unica che prevede la partecipazione dei cittadini e lavoratori e la totale trasparenza nell'operare. Da ultimo, e non in ordine di importanza, è l'unica che mette al riparo dalla borsa l'acqua come servizio pubblico. Non essendo una spa non prevede la possibilità che vi siano quote alienabili e vendibili in futuro e per questo garantisce, con una scelta di lungimiranza, la certezza di un totale controllo pubblico.
Durante la discussione della mozione presentata dai cittadini, i consiglieri della maggioranza (PD-SEL) hanno messo ai voti anche un loro ordine del giorno. Questo ripercorrendo sulla falsa riga la mozione del comitato impegna il sindaco e la giunta ad affidare l'acqua ad un soggetto pubblico posseduto dai Comuni assegnando quindi le concessioni finora affidate ad IREN SPA a questo nuovo soggetto pubblico. Inoltre chiede che si apra un percorso di analisi sulla nascita di questo soggetto, per capirne il possibile funzionamento e sollecita il sindaco ad un lavoro di tipo istituzionale di contrasto al patto di stabilità nelle sue ricadute sulla gestione del servizio idrico. ...
Di certo possiamo dire che Reggio ha compiuto un passo in avanti nel cammino verso l'acqua bene comune.
SI SCRIVE ACQUA, SI LEGGE DEMOCRAZIA!
18 Dicembre 2012,

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