giovedì 10 gennaio 2013
Il fronte della disoccupazione nel Bresciano
Disoccupazione, un 2012 «nero» a Brescia
IL PESO DELLA CRISI. I dati dell'Inps aggiornati allo scorso esercizio sottolineano le difficoltà per i lavoratori in provincia. La conferma dei Patronati dei tre sindacati. Le domande presentate salgono dalle 26.946 del 2011 a quota 35.032 solo per l'«ordinaria». Per quelle accolte l'incremento è pari al 28,88%
Un 2012 «nero» in provincia di Brescia sul fronte delle domande di disoccupazione. LO CONFERMANO i dati dell'Inps provinciale relativi alle istanze di indennità presentate alle varie sedi sul territorio da quanti sono usciti dal sistema produttivo durante l'esercizio, soprattutto da piccole realtà: ben 35.032 (non tutte potrebbero corrispondere ad altrettante persone fisiche) quelle «ordinarie» a fronte di 26.946 del 2011 (+30%). Numeri che mostrano un incremento del 28,88% per quelle accolte (28.324; erano 21.977). A queste si aggiungono le 8.493 richieste «con requisiti ridotti» accettate (riferite all'anno prima), cioè concesse a lavoratori che non possono far valere 52 contributi settimanali nel biennio precedente, ma almeno 78 giornate comprese le festività e quelle di assenza «coperte». In questo caso l'impennata è pari al 29,9%, con punte che, nei territori riconducibili alle sedi dell'Istituto a Chiari e Montichiari, sono pari, rispettivamente, a +73% e +42,6%. Un bilancio pesante, dunque, in attesa dei primi riscontri relativi alle nuove Aspi (Assicurazione sociale per l'impiego) e mini-Aspi.
UN QUADRO a dir poco drammatico, a maggior ragione se si considera che alla folta «platea» dei senza impiego vanno aggiunti i 1.170 stagionali agricoli conteggiati dall'Inps, oppure gli addetti alle prese con la mobilità. Anche in questo caso le cifre non sono indifferenti, come testimoniato dalle domande raccolte dal patronato Inca della Cgil: da gennaio a dicembre scorsi sono ben 1.207. Ovvero, come spiega il direttore Giuliano Benetti, «circa il 40% in più rispetto all'anno prima». Un incremento inquietante che conferma le difficoltà con le quali molte imprese del territorio sono costrette a fare i conti. Ma i numeri della struttura di via Folonari fanno emergere altro: con le 2.468 istanze di disoccupazione con requisiti minimi, la nostra provincia guida la classifica lombarda, superando di misura persino Milano che si «ferma» a quota 1.115. «Siamo molto preoccupati, soprattutto alla luce dell'esaurimento nel 2013 degli ammortizzatori sociali», sottolinea il segretario generale della Camera del Lavoro di Brescia, Damiano Galletti. Il leader dell'organizzazione sindacale, come Benetti, punta l'accento anche sulle oltre 460 richieste (300 di disoccupazione ordinaria e 160 di mobilità) già pervenute al patronato nei primi 5 giorni del 2013. UNA CORSA non molto diversa viene evidenziata anche nei 4 patronati della Uil bresciana: il 2012 va in archivio con 2.286 istanze di disoccupazione ordinaria raccolte agli sportelli, cui si sommano le 193 degli stagionali agricoli e le 141 per la mobilità. E ulteriore preoccupazione è legata «al raddoppio, rispetto allo stesso periodo del 2012 - come precisa il segretario generale, Daniele Bailo - riscontrato nella prima settimana del nuovo anno». Dati disaggregati in tema, al momento, non sono ancora disponibili in via Altipiano d'Asiago, ma anche il leader della Cisl, Enzo Torri, conferma una crescita esponenziale dei contatti col patronato: dai 9 mila del 2010 ai 18 mila del 2011, ai 28 mila del 2012.
IL PESO DELLA CRISI. I dati dell'Inps aggiornati allo scorso esercizio sottolineano le difficoltà per i lavoratori in provincia. La conferma dei Patronati dei tre sindacati. Le domande presentate salgono dalle 26.946 del 2011 a quota 35.032 solo per l'«ordinaria». Per quelle accolte l'incremento è pari al 28,88%
Un 2012 «nero» in provincia di Brescia sul fronte delle domande di disoccupazione. LO CONFERMANO i dati dell'Inps provinciale relativi alle istanze di indennità presentate alle varie sedi sul territorio da quanti sono usciti dal sistema produttivo durante l'esercizio, soprattutto da piccole realtà: ben 35.032 (non tutte potrebbero corrispondere ad altrettante persone fisiche) quelle «ordinarie» a fronte di 26.946 del 2011 (+30%). Numeri che mostrano un incremento del 28,88% per quelle accolte (28.324; erano 21.977). A queste si aggiungono le 8.493 richieste «con requisiti ridotti» accettate (riferite all'anno prima), cioè concesse a lavoratori che non possono far valere 52 contributi settimanali nel biennio precedente, ma almeno 78 giornate comprese le festività e quelle di assenza «coperte». In questo caso l'impennata è pari al 29,9%, con punte che, nei territori riconducibili alle sedi dell'Istituto a Chiari e Montichiari, sono pari, rispettivamente, a +73% e +42,6%. Un bilancio pesante, dunque, in attesa dei primi riscontri relativi alle nuove Aspi (Assicurazione sociale per l'impiego) e mini-Aspi.
UN QUADRO a dir poco drammatico, a maggior ragione se si considera che alla folta «platea» dei senza impiego vanno aggiunti i 1.170 stagionali agricoli conteggiati dall'Inps, oppure gli addetti alle prese con la mobilità. Anche in questo caso le cifre non sono indifferenti, come testimoniato dalle domande raccolte dal patronato Inca della Cgil: da gennaio a dicembre scorsi sono ben 1.207. Ovvero, come spiega il direttore Giuliano Benetti, «circa il 40% in più rispetto all'anno prima». Un incremento inquietante che conferma le difficoltà con le quali molte imprese del territorio sono costrette a fare i conti. Ma i numeri della struttura di via Folonari fanno emergere altro: con le 2.468 istanze di disoccupazione con requisiti minimi, la nostra provincia guida la classifica lombarda, superando di misura persino Milano che si «ferma» a quota 1.115. «Siamo molto preoccupati, soprattutto alla luce dell'esaurimento nel 2013 degli ammortizzatori sociali», sottolinea il segretario generale della Camera del Lavoro di Brescia, Damiano Galletti. Il leader dell'organizzazione sindacale, come Benetti, punta l'accento anche sulle oltre 460 richieste (300 di disoccupazione ordinaria e 160 di mobilità) già pervenute al patronato nei primi 5 giorni del 2013. UNA CORSA non molto diversa viene evidenziata anche nei 4 patronati della Uil bresciana: il 2012 va in archivio con 2.286 istanze di disoccupazione ordinaria raccolte agli sportelli, cui si sommano le 193 degli stagionali agricoli e le 141 per la mobilità. E ulteriore preoccupazione è legata «al raddoppio, rispetto allo stesso periodo del 2012 - come precisa il segretario generale, Daniele Bailo - riscontrato nella prima settimana del nuovo anno». Dati disaggregati in tema, al momento, non sono ancora disponibili in via Altipiano d'Asiago, ma anche il leader della Cisl, Enzo Torri, conferma una crescita esponenziale dei contatti col patronato: dai 9 mila del 2010 ai 18 mila del 2011, ai 28 mila del 2012.
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