giovedì 17 gennaio 2013

NESSUNA PERSONA SENZA CASA, NESSUNA CASA SENZA PERSONE!


SABATO 19 GENNAIO ORE 15 PIAZZA DELLA LOGGIA

MANIFESTAZIONE

CONTRO LO SGOMBERO DELL’HOTEL SIRIO OCCUPATO, PER IL DIRITTO ALLA CASA, CONTRO GLI SFRATTI E LA MACCHINA BUROCRATICA INNESCATA DALLA CRISI CHE BUTTA LE PERSONE IN MEZZO ALLA STRADA!

NESSUNA PERSONA SENZA CASA, NESSUNA CASA SENZA PERSONE!



Hotel Sirio, corteo contro lo sgombero
LA MANIFESTAZIONE. Sabato alle 15, partenza da Piazza Loggia
Le richieste: «Un centro di emergenza abitativa e moratoria sugli sfratti per morosità incolpevole»

Contro lo sgombero dell'hotel Sirio, per un centro di emergenza abitativa autogestito, per l'occupazione degli edifici sfitti della grande proprietà e delle banche, per una moratoria degli sfratti dovuti a morosità incolpevole: queste le parole d'ordine del corteo di sabato pomeriggio che partirà alle 15 da Piazza Loggia. «Una risposta decisa dall'assemblea pubblica di lunedì sera, il giorno dello sgombero dell'hotel Sirio, sgombero che è stato un'azione politica molto grave, tra l'altro avvenuta all'inizio di una settimana di grande gelo», ha spiegato in una conferenza stampa ieri Michele Borra, del Magazzino 47 che organizza il corteo assieme ad altre realtà del movimento per il diritto all'abitare, attivo anche a Brescia da ormai due anni. PRESENTI anche due delle persone che dormivano al Sirio, ora ospitati provvisoriamente al Magazzino 47. Luigi ha 45 anni, è un ingegnere civile, già responsabile del magazzino logistico di un'azienda di 300 dipendenti: nel perdere il lavoro non è riuscito più a pagare l'affitto, è rimasto senza casa, si è rivolto a emergenza freddo ma «lì ci sono ingressi settimanali e modalità organizzative che non mi permettono di portare vanti i due lavoretti precari che sto facendo», ha raccontato. Accolto al Sirio vi ha passato un mese e mezzo in un «lavoro di scambio intercultarale e crescita reciproca, riuscendo a creare un gruppo di autogestione». Come lui Dario, 54 anni, sfrattato dall'Aler nel 2011, due anni di notti ai dormitori e in situazioni di emergenza, per poi trovarsi a dormire in un garage o sui treni. Arrivato al Sirio «mi sono trovato come in una famiglia. Adesso non so dove andare anche se ci sono in città tanti appartamenti sfitti che il Comune dovrebbe dare alla gente che ne ha bisogno». GLI ATTIVISTI indicano le soluzioni: «i prefabbricati di San Polo dove alloggiavano gli operai della metropolina potrebbero diventare un primo centro di emeregenza a costo quasi nullo per il Comune. La Tintoretto non deve essere abbattutta ma destinata alle famiglie sotto sfratto, i tanti stabili vuoti della grande proprietà requisiti e adibiti a abitazione», ha osservato Claudio Taccioli, del Comitato antisfratti, ricordando i due anni di picchetti che «hanno impedito che centinaia di persone fossero sbattute in strada: serve un altro hotel Sirio».

Bresciaoggi, 17/01/13

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