Alfa Acciai, meno esuberi «con orario e salario ridotti». Prime indiscrezioni sulla proposta dell'azienda
Mac, nuovo presidio in piazza Loggia Parema, per gli addetti non serve l'intesa
(dal quotidiano “Bresciaoggi”, 20.02.2013) A fine mese scade il quarto anno di solidarietà, con il quale si sono gestiti finora circa 200 esuberi a fronte di oltre 750 dipendenti. Il mercato, però, continua a pesare sull'Alfa Acciai di Brescia e, considerata l'impossibilità di utilizzare nel breve periodo ancora il Cds, con l'obiettivo di ridurre significativamente e strutturalmente l'eccesso di forza lavoro attorno alle ottanta unità (per le quali si dovranno trovare strumenti di supporto), in base a quanto emerso, dall'azienda è arrivata alla controparte una proposta destinata a non passare inosservata. Sarebbe orientata alla riduzione dell'orario di lavoro «da 40 a 36 ore settimanali», con turnistica non sempre comprensiva della domenica, conseguente e proporzionale ridimensionamento «del salario». Un «sacrificio» che, nella fase iniziale potrebbe essere mitigato parzialmente con la Cassa anche in deroga. Un percorso al centro del confronto proprietà - sindacati destinato a entrare nel vivo prossimamente. Restando in città, l'assemblea degli addetti (una trentina; salgono a 40 considerata la sede della Plastifil Metallurgica di Gussago incorporata a fine 2012) della Metalgoi Recinzioni ha proclamato lo stato di agitazione: una protesta per il mancato pagamento degli stipendi di gennaio, dell'anticipo della Cigs e delle quote da versare al fondo di previdenza integrativo da ottobre a oggi. Vista la situazione in cui versa la l'azienda, sottolinea la Fiom in una nota, «la preoccupazione è forte anche per quanto riguarda il mantenimento dei posti di lavoro». La società, nata in seguito al trasferimento nel 2008 di un ramo produttivo della Metalgoi Siderurgica (in concordato preventivo) è stata rilevata l'anno scorso da una fiduciaria. Nei prossimi giorni - prosegue la nota - addetti e sindacato «procederanno, anche per le vie legali, per il recupero di quanto dovuto». … A Ponte San Marco, durante l'assemblea alla Parema 1 (accessori nautici, una sessantina di addetti; per la sede 2 c'è la Cigs per cessata attività e un piano di ricollocazione per 17 lavoratori) 19 dei 51 occupati presenti hanno votato a favore della proposta avanzata dall'azienda ai sindacati sul fronte degli arretrati: rateizzazione (in 12 tranche) dello stipendio di dicembre (per i non coinvolti dalla Cassa) e della Tredicesima per tutti. Il resto della forza lavoro ha deciso di non pronunciarsi, lasciando alla controparte la possibilità di agire senza un'intesa. Diverse le reazioni. Per la Fim «si perde la possibilità di una trattativa perchè una parte del sindacato non vuole assumersi la responsabilità di trovare soluzioni ottimali per chi rappresenta». La Fiom ha replicato sottolineando di «rispettare il mandato degli iscritti e dell'assemblea». Quindi «non firmerà alcun accordo» e sarà «a fianco di quanti decideranno eventuali azioni legali». La Alumec srl di Rudiano - ha preso in affitto il ramo produttivo della ALU-M.E.C. spa arrivata al capolinea e in carico 126 lavoratori - durante un incontro con Uilm e Fiom ha ribadito la volontà di voler proseguire; inoltre, sta predisponendo la documentazione per rilevare gli asset dalla procedura. I rappresentanti delle maestranze hanno chiesto un incontro con il curatore. In Valcamonica accordo - tra Rsu, Fim e Fiom camuno-sebine e Uilm di Bergamo con la controparte - per l'utilizzo di 13 settimane di Cig alla Tenaris Dalmine di Costa Volpino (Bg) dal prossimo 4 marzo. La richiesta dell'ammortizzatore sociale - conseguenza della difficile situazione sul fronte dei volumi, che alimenta nuove preoccupazioni - è stata avanzata per tutti i 186 occupati.
OGGI ALLE 11 (MERCOLEDÌ) NUOVO INCONTRO AL PIRELLINO
Dalla Loggia a via Volturno, l'assemblea itinerante dei lavoratori della Mac
Assemblea davanti ai cancelli della Mac oggi a Brescia.
La mobilitazione prosegue, in attesa dell'incontro di domani al Pirellino.
Ieri sera, il presidio Mac ha fatto tappa anche davanti a palazzo Loggia.
Mac, la protesta irrompe a Palazzo Loggia
Giornale di Brescia | martedì, 19 febbraio 2013
Ora mancano meno di quarantotto ore allo scadere. Se entro la mezzanotte di mercoledì azienda e sindacati non troveranno un accordo, per gli ottantaquattro lavoratori Mac scatterà la messa in mobilità e questa vertenza si chiuderà nel peggiore dei modi previsti.
Per sollecitare l'intervento delle istituzioni in questa complicata partita, lunedì alcuni lavoratori della Mac, accompagnati dal segretario generale della Cgil di Brescia (Damiano Galletti) e dal leader provinciale della Fiom (Francesco Bertoli) sono intervenuti durante una conferenza dei capigruppo a Palazzo Loggia.
Intorno alle 20, dopo oltre un'ora di colloquio, l'Ufficio stampa dal Comune di Brescia ha quindi diffuso una nota dove i capigruppo presenti (Nicola Gallizioli, Roberto Toffoli, Angelo Piovanelli, Laura Castelletti e Donatella Albini), insieme al presidente del Consiglio Comunale Simona Bordonali e al sindaco Adriano Paroli esprimono «totale solidarietà ai lavoratori» e, nello stesso tempo «auspicano che l'azienda riveda la propria decisione di cessare l'attività all'interno del sito bresciano di via Volturno. Tale scelta - evidenziano - oltre a offrire una nuova possibilità ai lavoratori, garantirebbe nell'immediato anche una notevole riduzione di costi per l'azienda stessa».
Una richiesta, quella avanzata dalla Loggia, che arriva in extremis e va a scontrarsi con quando espresso dal management del gruppo di Chivasso in più di un'occasione, da metà ottobre ad oggi. Compreso nell'ultimo incontro di giovedì al Pirellino.
Durante quest'ultimo appuntamento, infatti, Mac ha ribadito la volontà di cessare l'attività a Brescia. E, in risposta - come da copione - Fiom ha rivendicato che se Mac decide di cessare l'attività va aperto il confronto anche con Iveco cosi come prevede un accordo sottoscritto da entrambe le aziende nel '99 al fine di salvare l'occupazione, oppure Mac deve mantenere un sito produttivo a Brescia e successivamente discutere degli ammortizzatori sociali necessari.
Prima della fine dell'anno, il Prefetto di Brescia aveva aperto un tavolo di lavoro insieme a tutte le parti coinvolte per trovare una soluzione a questa complicata vicenda. Nonostante gli sforzi profusi dal rappresentante del Governo non si mai arrivati al risultato sperato. Fiom e lavoratori hanno pure bocciato un corposo pacchetto di ammortizzatori sociali che però non garantiva gli attuali livelli occupazionali. Ora però Loggia fa un appello al Prefetto affinché venga al più presto riconvocato il tavolo in Broletto.
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