Perché bocciamo il nuovo metodo tariffario per il servizio idrico 2012-2013 e ne chiediamo il ritiro.
Infatti, secondo il vecchio metodo tariffario, la tariffa era costituita da tre voci: a) costi operativi + b) costi di ammortamento annui + c) remunerazione del capitale.
Il nuovo metodo tariffario prevede invece quattro voci: a) costi delle immobilizzazioni (dati dalla somma: a1. oneri finanziari + a2. oneri fiscali + a3. quote di ammortamento degli investimenti) + b) costi della gestione efficientabili + c) costi della gestione non efficientabili + d) (eventuale) anticipazione per il finanziamento di investimenti.
Il nuovo metodo di calcolo della tariffa sull’acqua:
1) viola l’esito referendario perché ripristina la remunerazione del capitale investito. Infatti, la voce “oneri finanziari” (a1) è calcolata come remunerazione del capitale e non come spesa per interessi sul capitale preso a prestito dalle banche.
Nella formula degli “oneri finanziari” prevista dal nuovo metodo si applica al capitale immobilizzato netto (dato dalla somma: capitale proprio + capitale preso a prestito) una percentuale media nazionale pari al 6,4%. Il capitale immobilizzato netto è, con alcuni correttivi, equivalente al capitale investito su cui il precedente metodo applicava il 7% di percentuale di remunerazione, percentuale abrogata dalla maggioranza assoluta del popolo italiano con il referendum.
2) prevede che nella quota di ammortamento degli investimenti (a.3) siano conteggiati anche gli investimenti effettuati con finanziamenti pubblici a fondo perduto: ma tali investimenti sono già stati pagati con la fiscalità generale e quindi i cittadini si trovano a pagare due volte per gli stessi investimenti!
3) permette alle aziende erogatrici del servizio idrico di inserire in tariffa una voce (eventuale) a copertura di futuri (eventuali) investimenti: ma la tariffa è il corrispettivo di un servizio realmente effettuato e non può essere una “scommessa” sul futuro!
4) ‘spalma’ la quota di ammortamento degli investimenti su un periodo di tempo più lungo (in alcuni casi, doppio) rispetto a quanto previsto dal precedente sistema di calcolo. Di conseguenza la quota di ammortamento annuale inserita in tariffa si riduce (perché il valore degli investimenti viene suddiviso per un maggior numero di anni), ma, al contempo, gli investimenti si ripagano con tempi più lunghi e ciò potrebbe seriamente disincentivare i soggetti gestori del servizio idrico a effettuare gli investimenti.
5) abolisce il precedente limite massimo di incremento annuale delle tariffe per l’acqua, che era pari al 5%. Il nuovo metodo, invece, dà la possibilità agli Uffici d’ambito, previa verifica da parte dell’Authority, di aumentare le tariffe anche oltre quel limite di prezzo.
COMUNICATO STAMPA n° 1
Il Consiglio di Stato: referendum acqua non rispettati, gli italiani pagano una bolletta illegittima da luglio 2011
L'Autorità per l'Energia Elettrice ed il Gas, incaricata di formulare la nuova tariffa all'indomani del Referendum, aveva infatti chiesto un parere al Consiglio di Stato circa la remunerazione del capitale investito, ovvero il profitto garantito del 7% presente nelle bollette. Il Consiglio di Stato ha risposto confermando quanto precedentemente affermato dalla Corte Costituzionale: dal 21 luglio 2011, data di proclamazione della vittoria referendaria, la remunerazione del capitale investito doveva cessare di essere calcolata in bolletta.
Quello che i cittadini hanno pagato è illegittimo e i soggetti gestori non hanno più alibi: devono ricalibrare le bollette. Il Forum Italiano dei movimenti per l'acqua lo dice da più di un anno e lo ha messo in pratica con la campagna di “obbedienza civile”, con cui decine di migliaia di persone in tutta Italia hanno ridotto le proprie bollette per contrastare la violazione democratica..
Oggi, questa sentenza rafforza la necessità di rispettare il referendum del 2011 e delegittima le scelte che hanno guidato l'AEEG nella formulazione della nuova tariffa, emessa un mese fa, in cui “la remunerazione del capitale investito” viene reintrodotta sotto mentite spoglie.
Questo nuovo evento non fa che rafforzare le ragioni di chi vuole un servizio idrico ripubblicizzato e fuori dalle logiche di mercato.
La mobilitazione contro la “nuova” tariffa AEEG è già iniziata e andrà avanti fino a che non verrà ritirata nel rispetto della volontà degli italiani, nelle strade, nelle piazze e nei tribunali.
Oggi con gioia ribadiamo: si scrive acqua, si legge democrazia.
Roma, 31 gennaio 2013
COMUNICATO STAMPA n° 2.
Nonostante il pronunciamento del Consiglio di Stato l'Authority prova di nuovo ad aggirare i referendum: ora vogliamo le dimissioni!
I parametri del rimborso, infatti, disattendono del tutto il parere di ieri del Consiglio di Stato e quello della Corte Costituzionale a suo tempo espresso. L'Autorità intende infatti seguire “i criteri già utilizzati per la definizione del c.d. Metodo Tariffario Transitorio che copre il biennio 2012-2013”, all'interno del quale secondo l'Autorità “già si sono considerati gli effetti del referendum abrogativo”. Il metodo Tarriffario Transitorio è in realtà una truffa contro cui il Forum Italiano dei Movimenti per l'acqua si è già mobilitato fin dalla fine del 2011 e di cui torna a chiedere l'immediato ritiro. Ma di fronte ad una così reiterata volontà di non riconoscere la volontà popolare, neppure di fronte al pronunciamento del Consiglio di Stato, non resta che chiedere anche le immediate dimissioni dell’Autorità.
Basta con i furti di democrazia! I referendum devono essere applicati e i cittadini devono essere rimborsati di tutto il 7% della remunerazione del capitale eliminato coi referendum di giugno 2011 e illegittimamente preteso dai gestori.
Roma, 1 febbraio 2013

Nessun commento:
Posta un commento