venerdì 28 gennaio 2011

9 febbraio: "Giornata della libera scelta"


Per iniziativa del Governo, ed in particolare del sottosegretario al Ministero della Salute Roccella, la data del 9 febbraio è stata scelta per istituire la"Giornata nazionale degli stati vegetativi".
Si tratta di una data significativa in quanto anniversario della morte di Eluana Englaro; morte che, è bene ricordarlo, non è avvenuta "per decisione della magistratura", bensì per la consapevole, dolorosa e amorevole (proprio così, amorevole) scelta dei genitori basata sul profondo rispetto di quelle che erano state le idee e le volontà della ragazza.
Invitiamo i cittadini a riflettere proprio su questo punto: su un argomento tanto delicato come quello del cosiddetto “fine vita”, in cui unica guida dovrebbe essere, per ciascuno, la propria libertà di coscienza e di autodeterminazione, è giusto che la politica si arroghi il diritto di proporre (imporre?) una sola via come unica soluzione possibile, ostacolando in ogni modo vuole scegliere diversamente? Venendo meno, tra l’altro, ad un prezioso valore presente nella nostra Costituzione: la libertà di cura prevista dall’art. 32.
Mentre il sottosegretario Roccella parla del 9 febbraio come di "un'occasione preziosa in più per ricordare a tutti noi quanto è degna l'esistenza di tutti coloro che vivono in stato vegetativo e non hanno voce per raccontare il loro attaccamento alla vita", noi intendiamo invece qui affermare con forza la nostra consapevolezza della dignità non solo della vita di quelle persone, ma altresì l’inviolabile libertà di scelta, per ognuno, su di sé e sul proprio corpo. Il diritto di alcuni non può divenire negazione di un diritto analogo ma opposto per altri.
Per quanto vi sia chi si affanna a dimostrare il contrario, infatti, tale ultima scelta non si traduce sempre, e per tutti, nell'attaccamento alla vita ad ogni costo; noi riteniamo che la decisione di coloro i quali non intendono più vivere in certe, drammatiche condizioni, vada rispettata tanto quanto la decisione opposta.
Non si tratta affatto di imporre l'interruzione delle cure e dell'alimentazione forzata a tutti quelli che si trovino in uno stato vegetativo: si tratta invece di garantire la libera autodeterminazione di ognuno, magari anche attraverso la preventiva dichiarazione delle proprie volontà in ordine a quei casi estremi. Riteniamo infine che l'insinuazione, secondo cui Eluana Englaro non avrebbe, in realtà, voluto morire sia profondamente irrispettosa della stessa persona e dei suoi genitori, sulla cui scelta non ci si può permettere né di giudicare, né tantomeno di condannare.
Pertanto, intendiamo opporci all'"appropriazione indebita" da parte del Governo (e, quindi, della politica) dell'anniversario della morte di Eluana, per finalità propagandistiche di idee che nulla hanno a che vedere con quella persona e con il suo ricordo.

circolo "Libertà&Giustizia" - Brescia

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