giovedì 27 settembre 2012

2012, "annus horribilis" per le morti sul lavoro

Infortuni mortali, l’agosto più nero del triennio

24 settembre 2012. Dovrebbe essere il mese delle vacanze per eccellenza, ma non lo è per il bollettino delle morti bianche. E’ stato, in effetti, l’agosto più nero degli ultimi tre anni con 51 vittime del lavoro, contro le 48 del 2011 e le 45 del 2010. Si peggiora, quindi, e a confermarlo è anche l’incremento della mortalità nei primi otto mesi del 2012 rispetto allo stesso periodo del 2011: + 3,2 %; addirittura in ulteriore aumento, se confrontato con quello registrato a luglio e pari a + 2,7 %.
Sale così a 359 il bilancio delle vittime nei luoghi di lavoro in Italia e a contare il maggior numero di morti bianche non è più la Lombardia, bensì l’Emilia Romagna con 49 infortuni mortali. Ben 9 solo nel mese di agosto: 5 di queste vittime erano occupate nel settore agricolo; seguono la Lombardia (46), la Toscana (34), la Campania (27), il Veneto e la Sicilia (26), il Piemonte (23) e l’Abruzzo (20).
Osservando poi lo screening dell’Osservatorio sul fronte dell’incidenza di vittime rispetto alla popolazione lavorativa, è l’Abruzzo a guidare ancora la classifica con un indice di 40,5 contro una media nazionale pari a 15,7. Secondo il Trentino Alto Adige (29,8), terzo il Molise (27,7) e quarta la Basilicata (27).
Tra le province italiane è Modena a far rilevare il maggior numero di vittime sul lavoro con 17 decessi da gennaio ad agosto. Seconda è Brescia (14), terza Salerno con Torino (11). Il più alto rischio di mortalità rispetto alla popolazione lavorativa viene invece registrato a Grosseto (93,5). Seguono: Pescara (59,5), Benevento (57,2), Modena (55,9), Avellino (55,2), Nuoro (52,9).
La principale causa di morte registrata dall’Osservatorio continua ad essere quella provocata da una caduta dall’alto (24 per cento delle morti), seguita dal ribaltamento di un veicolo/mezzo in movimento (20,6 per cento); al terzo posto lo schiacciamento dovuto alla caduta di oggetti pesanti dall’alto (16,7 per cento).
Sempre l’agricoltura in un tragico piano con il maggior numero di morti bianche e il 36,9 per cento del totale delle vittime sul lavoro; nel settore delle costruzioni invece è deceduto il 25,1 per cento dei lavoratori. Il 7,8 per cento degli eventi mortali, invece, ha coinvolto gli operatori del commercio e delle attività artigianali; mentre arriva al 6,1 per cento la mortalità nei trasporti, magazzinaggi e comunicazioni.
Gli stranieri deceduti sul lavoro sono il 12,1 per cento del totale. I rumeni i più numerosi. Mentre le fasce d’età più colpite sono quelle che vanno dai 45 ai 54 anni (88 vittime) e degli ultrasessantacinquenni (75). Rispetto alla popolazione lavorativa l’indice di incidenza più preoccupante è proprio quello degli ‘over 65’ (199,5); segue il 26,3 della fascia 55-64 e il 14 dei 45-54.


La procura apre un'inchiesta per l'impresario morto a Lodi
DESENZANO. Sergiu Neamtu, 33 anni, è caduto sabato dal tetto di un capannone a Somaglia. Il moldavo è scivolato mentre sostituiva lastre di fibrocemento Abitava da anni nel Bresciano: lascia la moglie e un figlio piccolo


10/09/2012 Desenzano. Era sposato e abitava a Desenzano, in via Custoza 35, l'imprenditore moldavo che alle 18.40 di sabato ha perso la vita scivolando dal tetto di un capannone a Somaglia, paese a 25 chilometri da Lodi. Sergiu Neamtu, 33 anni compiuti l'8 luglio, insieme ad altri tre colleghi stava sostituendo lastre di fibrocemento sul tetto del capannone della ditta «Padana srl», che fa parte del complesso che ospita anche l'Iveco Truck Center. Neamtu è volato da un'altezza di sette metri. Stando ai primi accertamenti dei carabinieri di Codogno, le lastre non avrebbero ceduto sotto il suo peso: l'imprenditore avrebbe perso l'equilibrio e sarebbe scivolato. A quell'ora Neamtu ed i tre operai che lavoravano con lui stavano per chiudere la giornata e far ritorno a casa. Improvvisamente i colleghi hanno sentito un urlo e l'hanno visto cadere. Poi il tonfo e il silenzio. I tre sono immediatamente scesi dal tetto del capannone, nella speranza di poterlo soccorrere, ma l'hanno trovato esanime. Hanno quindi chiamato il «118», che ha inviato a Somaglia un'ambulanza della Croce Casalese e l'automedica di Casalpusterlengo. Medico e infermieri hanno provato a rianimarlo, ma è stato tutto inutile: Sergiu Neamtu era morto sul colpo per le gravi ferite interne riportate in seguito all'impatto al suolo. I Carabinieri della stazione di Codogno e i tecnici dell'Asl di Lodi hanno eseguito per conto della magistratura - che ha aperto un'inchiesta - un sopralluogo nella serata di sabato, disponendo il sequestro dell'area per accertare la dinamica dell'incidente e capire se il moldavo, titolare dell' impresa, che aveva ricevuto in subappalto la commessa di lavoro, stesse operando nel rispetto delle norme di sicurezza. La vittima lascia la moglie e un figlio in tenera età.

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