martedì 23 novembre 2010
Italia, Stato centralista ed etico
Avendo promosso alcuni mesi or sono una petizione per chiedere la creazione di un Registro dei Testamenti biologici anche nel nostro Comune, "Sinistra a Gussago" desidera condividere e diffondere il seguente comunicato, emesso dall'associazione "Luca Coscioni", in merito alla recente circolare ministeriale che stabilisce autoritariamente l'illegittimità dei Registri finora istituiti da varie Amministrazioni locali sparse per l'Italia.
Occorre ricordare che purtroppo il Consiglio Comunale di Gussago nella sua seduta del 5 luglio scorso ha deciso di non offrire ai propri concittadini l'opportunità di ricorrere ad un simile strumento, ma ha invece preferito trasmettere la nostra petizione, corredata da tutte le firme appostevi dai gussaghesi (ai quali vanno i nostri ringraziamenti), ai Presidenti delle Camere.
A questo proposito sarebbe interessante poter apprendere dagli Uffici Comunali se la nostra petizione sia stata effettivamente inoltrata al Parlamento e se abbia ricevuto risposta.
In riferimento all’annuncio della Circolare Ministeriale dei Ministri Sacconi, Fazio e Maroni, circa l’illegittimità, l’inopportunità e il divieto dell’istituzione presso i Comuni del Registro dei Biotestamenti, si fa presente quanto segue:
il Registro rappresenta al momento l’unico strumento a disposizione dei cittadini per testimoniare la propria scelta sul fine vita e per tutelare il diritto all’autodeterminazione;
lo scopo del Registro comunale dei testamenti biologici è registrare: l’esistenza di una dichiarazione anticipata di volontà redatta e depositata da qualsiasi cittadino intenda esprimersi circa i trattamenti sanitari cui egli accetta o meno di essere sottoposto, registrare il luogo dove tale dichiarazione è conservata; riportare gli estremi di tale dichiarazione dando certezza della data della sua presentazione e dell’autenticità della fonte di provenienza.
Dal punto di vista legislativo, il diritto di chiunque ad esplicitare i propri intendimenti in merito al proprio fine vita è attestato dall’art. 32 della Carta Costituzionale, che in linea di principio vieta i trattamenti sanitari obbligatori – tranne che in speciali ed espliciti casi previsti dalla legge – e dall’art. 13 della medesima Costituzione, che sancisce l’inviolabilità della libertà personale come inviolabile.
Vanno ricordati inoltre gli articoli 5 e 9 della Convenzione dei Diritti Umani stipulata ad Oviedo, i quali stabiliscono, rispettivamente, la possibilità per chiunque di ritirare in qualsiasi momento il proprio consenso informato all’effettuazione di un trattamento sanitario e l’obbligo per il personale medico di tenere conto dei desideri precedentemente espressi dalla persona.
Anche l’art. 38 del vigente Codice Deontologico dei Medici valorizza l’autonomia decisionale del cittadino, impegnando i medici al dovere di non considerare i desideri precedentemente espressi dal paziente in forma certa e documentata.
Queste principi giuridici sono stati più volte richiamate da svariate sentenze della Magistratura, compresa la giurisprudenza di Cassazione (vedi i casi Welby, Riccio ed Englaro).
Ogni Comune rappresenta la propria comunità, pertanto il ruolo delle Amministrazioni Locali su questo tema è insostituibile. L’art. 3 comma 2 del Decreto Legislativo n° 267 del 2000 recita: “Il comune rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo ...”
I Comuni, nell’ambito della loro autonomia amministrativa, possono istituire uno o più registri per fini diversi ed ulteriori rispetto a quelli propri di anagrafe, stato civile, elettorale.
Le volontà depositate dai cittadini presso il Registro Comunale, in caso di contenzioso giudiziario, possono rappresentare sicuro elemento di prova per il convincimento del Giudice nei casi più drammatici e controversi.
dal quotidiano "L’Unità" del 20/11/2010:
Un ricatto finanziario. La stessa tecnica utilizzata da Sacconi per minacciare la clinica disponibile ad accogliere Eluana Englaro è oggi rivolta contro i comuni disponibili ad istituire il registro dei testamenti biologici. I ministri del Lavoro, Salute, Interno ovvero Sacconi, Fazio e Maroni, con una circolare hanno infatti dichiarato i registri comunali che raccolgono il cosiddetto biotestamento privi di "effetti giuridici" e hanno aggiunto che i comuni aderenti all’iniziativa potrebbero essere chiamati a rispondere di un uso distorto di risorse umane e finanziarie pubbliche. L’affondo era previsto dopo le dichiarazioni dei giorni scorsi del sottosegretario alla salute Eugenia Roccella.
Ma il registro dei testamenti biologici presso i Comuni è in effetti, al momento, l’unico strumento a disposizione dei cittadini per testimoniare una scelta della persona e per tutelare il diritto all’autodeterminazione in materia sanitaria sancito in primo luogo dalla nostra Carta Costituzionale.
Chi abbia redatto un documento, autenticato, contenente decisioni relative al fine vita (scelte mediche, sospensione delle cure, rianimazione, tumulazione o cremazione, rito religioso o civile, eccetera), dovrebbe poter far registrare presso un ufficio comunale l’esistenza di tale documento e il luogo dove esso è conservato.
Nel Registro, riservato ai cittadini residenti nel Comune, dovrebbero essere riportati gli estremi dei testamenti biologici al fine anche di garantire la certezza della data di presentazione e la fonte di provenienza. ...
La giurisprudenza della Cassazione relativa alla vicenda Englaro ritiene l’istituzione del Registro comunale dei testamenti biologici un passo essenziale per la concreta tutela di un diritto fondamentale della persona.
Contrariamente a quanto sostenuto nella circolare ministeriale, il ruolo che le amministrazioni locali possono svolgere a riguardo è insostituibile.
In assenza di una normativa di legge … solo l’autorità giudiziaria può stabilire quali siano gli effetti giuridici dei testamenti biologici e del relativo Registro. In particolare il ministro Maroni dovrebbe rendersi conto che con queste posizioni, assolutamente irrispettose dell’autonomia dei Comuni costituzionalmente garantita, finisce per vestire i panni di un autentico ministro federalista del peggiore Stato etico centralista e clericale.
dal quotidiano "la Repubblica" del 20/11/2010:
Per il governo sono ufficialmente carta straccia, fogli privi di effetti giuridici, illegittimi. Sono le ultime volontà di migliaia di italiani che in settanta comuni, dove sono stati creati i registri per il testamento biologico, hanno lasciato scritto come vogliono essere curati, quali interventi accettano e quali rifiutano. Perché venga rispettata la loro scelta anche il giorno in cui, incoscienti, non potranno dirla. A pochi giorni dalle parole di Beppino Englaro e Mina Welby in televisione sulla libertà di decidere sulle cure di fine vita, i tre ministri Maroni, Fazio e Sacconi rispettivamente all’Interno, alla Salute e alle Politiche sociali hanno firmato una circolare che boccia senza appello i registri. «In base alla Costituzione spetta allo Stato e non ai comuni la materia del fine vita e quindi ogni iniziativa dei comuni in questo senso è priva di valore legale». In pratica i registri sono «illegittimi». Non solo: i Comuni che li hanno fatti rischiano di pagare caro. …
Pacato come sempre Beppino Englaro, che ha lottato 16 anni nei tribunali per vedere riconosciuto il volere della figlia Eluana: «Se i registri non hanno valore, dicano cosa lo ha, purché la volontà dei cittadini sia rispettata anche nel momento in cui non possono più difendersi e dire esattamente cosa vogliono. Perché ognuno di noi ha il diritto di disporre della propria vita anche nel momento in cui non sarà più in grado di farlo. Nessuno deve sopportare quello che ha sopportato mia figlia».
Occorre ricordare che purtroppo il Consiglio Comunale di Gussago nella sua seduta del 5 luglio scorso ha deciso di non offrire ai propri concittadini l'opportunità di ricorrere ad un simile strumento, ma ha invece preferito trasmettere la nostra petizione, corredata da tutte le firme appostevi dai gussaghesi (ai quali vanno i nostri ringraziamenti), ai Presidenti delle Camere.
A questo proposito sarebbe interessante poter apprendere dagli Uffici Comunali se la nostra petizione sia stata effettivamente inoltrata al Parlamento e se abbia ricevuto risposta.
In riferimento all’annuncio della Circolare Ministeriale dei Ministri Sacconi, Fazio e Maroni, circa l’illegittimità, l’inopportunità e il divieto dell’istituzione presso i Comuni del Registro dei Biotestamenti, si fa presente quanto segue:
il Registro rappresenta al momento l’unico strumento a disposizione dei cittadini per testimoniare la propria scelta sul fine vita e per tutelare il diritto all’autodeterminazione;
lo scopo del Registro comunale dei testamenti biologici è registrare: l’esistenza di una dichiarazione anticipata di volontà redatta e depositata da qualsiasi cittadino intenda esprimersi circa i trattamenti sanitari cui egli accetta o meno di essere sottoposto, registrare il luogo dove tale dichiarazione è conservata; riportare gli estremi di tale dichiarazione dando certezza della data della sua presentazione e dell’autenticità della fonte di provenienza.
Dal punto di vista legislativo, il diritto di chiunque ad esplicitare i propri intendimenti in merito al proprio fine vita è attestato dall’art. 32 della Carta Costituzionale, che in linea di principio vieta i trattamenti sanitari obbligatori – tranne che in speciali ed espliciti casi previsti dalla legge – e dall’art. 13 della medesima Costituzione, che sancisce l’inviolabilità della libertà personale come inviolabile.
Vanno ricordati inoltre gli articoli 5 e 9 della Convenzione dei Diritti Umani stipulata ad Oviedo, i quali stabiliscono, rispettivamente, la possibilità per chiunque di ritirare in qualsiasi momento il proprio consenso informato all’effettuazione di un trattamento sanitario e l’obbligo per il personale medico di tenere conto dei desideri precedentemente espressi dalla persona.
Anche l’art. 38 del vigente Codice Deontologico dei Medici valorizza l’autonomia decisionale del cittadino, impegnando i medici al dovere di non considerare i desideri precedentemente espressi dal paziente in forma certa e documentata.
Queste principi giuridici sono stati più volte richiamate da svariate sentenze della Magistratura, compresa la giurisprudenza di Cassazione (vedi i casi Welby, Riccio ed Englaro).
Ogni Comune rappresenta la propria comunità, pertanto il ruolo delle Amministrazioni Locali su questo tema è insostituibile. L’art. 3 comma 2 del Decreto Legislativo n° 267 del 2000 recita: “Il comune rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo ...”
I Comuni, nell’ambito della loro autonomia amministrativa, possono istituire uno o più registri per fini diversi ed ulteriori rispetto a quelli propri di anagrafe, stato civile, elettorale.
Le volontà depositate dai cittadini presso il Registro Comunale, in caso di contenzioso giudiziario, possono rappresentare sicuro elemento di prova per il convincimento del Giudice nei casi più drammatici e controversi.
dal quotidiano "L’Unità" del 20/11/2010:
Un ricatto finanziario. La stessa tecnica utilizzata da Sacconi per minacciare la clinica disponibile ad accogliere Eluana Englaro è oggi rivolta contro i comuni disponibili ad istituire il registro dei testamenti biologici. I ministri del Lavoro, Salute, Interno ovvero Sacconi, Fazio e Maroni, con una circolare hanno infatti dichiarato i registri comunali che raccolgono il cosiddetto biotestamento privi di "effetti giuridici" e hanno aggiunto che i comuni aderenti all’iniziativa potrebbero essere chiamati a rispondere di un uso distorto di risorse umane e finanziarie pubbliche. L’affondo era previsto dopo le dichiarazioni dei giorni scorsi del sottosegretario alla salute Eugenia Roccella.
Ma il registro dei testamenti biologici presso i Comuni è in effetti, al momento, l’unico strumento a disposizione dei cittadini per testimoniare una scelta della persona e per tutelare il diritto all’autodeterminazione in materia sanitaria sancito in primo luogo dalla nostra Carta Costituzionale.
Chi abbia redatto un documento, autenticato, contenente decisioni relative al fine vita (scelte mediche, sospensione delle cure, rianimazione, tumulazione o cremazione, rito religioso o civile, eccetera), dovrebbe poter far registrare presso un ufficio comunale l’esistenza di tale documento e il luogo dove esso è conservato.
Nel Registro, riservato ai cittadini residenti nel Comune, dovrebbero essere riportati gli estremi dei testamenti biologici al fine anche di garantire la certezza della data di presentazione e la fonte di provenienza. ...
La giurisprudenza della Cassazione relativa alla vicenda Englaro ritiene l’istituzione del Registro comunale dei testamenti biologici un passo essenziale per la concreta tutela di un diritto fondamentale della persona.
Contrariamente a quanto sostenuto nella circolare ministeriale, il ruolo che le amministrazioni locali possono svolgere a riguardo è insostituibile.
In assenza di una normativa di legge … solo l’autorità giudiziaria può stabilire quali siano gli effetti giuridici dei testamenti biologici e del relativo Registro. In particolare il ministro Maroni dovrebbe rendersi conto che con queste posizioni, assolutamente irrispettose dell’autonomia dei Comuni costituzionalmente garantita, finisce per vestire i panni di un autentico ministro federalista del peggiore Stato etico centralista e clericale.
dal quotidiano "la Repubblica" del 20/11/2010:
Per il governo sono ufficialmente carta straccia, fogli privi di effetti giuridici, illegittimi. Sono le ultime volontà di migliaia di italiani che in settanta comuni, dove sono stati creati i registri per il testamento biologico, hanno lasciato scritto come vogliono essere curati, quali interventi accettano e quali rifiutano. Perché venga rispettata la loro scelta anche il giorno in cui, incoscienti, non potranno dirla. A pochi giorni dalle parole di Beppino Englaro e Mina Welby in televisione sulla libertà di decidere sulle cure di fine vita, i tre ministri Maroni, Fazio e Sacconi rispettivamente all’Interno, alla Salute e alle Politiche sociali hanno firmato una circolare che boccia senza appello i registri. «In base alla Costituzione spetta allo Stato e non ai comuni la materia del fine vita e quindi ogni iniziativa dei comuni in questo senso è priva di valore legale». In pratica i registri sono «illegittimi». Non solo: i Comuni che li hanno fatti rischiano di pagare caro. …
Pacato come sempre Beppino Englaro, che ha lottato 16 anni nei tribunali per vedere riconosciuto il volere della figlia Eluana: «Se i registri non hanno valore, dicano cosa lo ha, purché la volontà dei cittadini sia rispettata anche nel momento in cui non possono più difendersi e dire esattamente cosa vogliono. Perché ognuno di noi ha il diritto di disporre della propria vita anche nel momento in cui non sarà più in grado di farlo. Nessuno deve sopportare quello che ha sopportato mia figlia».
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