giovedì 24 febbraio 2011

Le ragioni della legge, le ragioni della giustizia

dal quotidiano "Bresciaoggi":

Carte di credito, il pm: «Archiviazione»
23/02/2011

Nessun dolo, ma solo tanta disattenzione e leggerezza, aggravata anche dalla mancanza di controllo degli uffici preposti. … OGGETTO DELL'INCHIESTA il presunto utilizzo indebito delle carte di cui disponevano sindaco e assessori. Solo Bianchini non ha mai strisciato la carta di credito. O meglio, lo ha fatto per errore all'Ikea e si è subito fatto trattenere la spesa (un comportamento esemplare, a differenza di quello tenuto dai suoi colleghi!). … La giunta non avrebbe rispettato il regolamento di utilizzo. Il sindaco e nove assessori in 18 mesi avevano effettuato spese per 49.452,65 euro, in gran parte (43.657, 86 euro) senza giustificazione secondo quanto sentenziato dalla Corte dei Conti. L'organo di controllo amministrativo aveva ritenuto insufficiente l'88,28 per cento delle spiegazioni fornite: pari a 9.553 euro per Nicola Orto, 9.117 per Giorgio Maione, 6.762 per Adriano Paroli, 5.184 per Paola Vilardi, 4.242 per Andrea Arcai, 2.702 per Mario Labolani, 1.980 per Fausto Di Mezza, 1.941 per Fabio Rolfi, 1.491 per Maurizio Margaroli e 620 euro per Claudia Taurisano. A novembre il sindaco aveva «risarcito» la corte dei conti, versando l'intera somma (49 mila euro) e ottenendo l'archiviazione dell'inchiesta, ma la procura di Brescia aveva continuato a lavorare condividendo i risultati a cui era arrivata la magistratura contabile. … La procura, in sostanza, ritiene che quelle della Giunta Paroli siano state «condotte che avevano rilevanza sotto il profilo del danno erariale, ma che comunque, anche se con motivazioni alquanto sprovvedute per provenire da soggetti che governano una delle città non metropolitane più importanti dell'intero Paese, non sono sussumibili nell'alveo dell'articolo 314 del codice penale, in quanto non realizzate al deliberato scopo di appropriarsi delle risorse finanziarie pubbliche». Per la procura «è addebitabile agli indagati la disattenzione e una scarsa austerità nel qualificare di interesse pubblico spese forse non essenziali». È mancato anche il controllo: «Una attenta gestione da parte degli uffici preposti avrebbe consentito di correggere usi impropri …». … La voce di spesa più significativa contestata riguarda i pranzi di rappresentanza, anche se si tratta di pranzi e cene tra assessori e consiglieri…. I pm, in sostanza, non capiscono perché le riunioni non si siano tenute negli uffici degli assessori e perché gli incontri con la stampa non avvenissero nelle sedi deputate, anziché intorno a una tavola e perché non potesse essere posticipato l'inserimento degli allarmi in assessorato in caso di riunioni oltre orario d'ufficio. Perplessità anche per la giustificazione fornita da Di Mezza: nei palazzi comunali non c'è la riservatezza necessaria. «Difficile anche comprendere in che modo - si legge nelle motivazioni - il prestigio del Comune sia stato accresciuto dal pagamento da parte di Nicola Orto di centinaia di aperitivi (!!!) ai ragazzi della campagna "Brindo con prudenza"». E per quanto riguarda la disattenzione, la procura si sofferma sulle giustificazioni fornite dagli assessori in merito alla delibera di giunta 835/2008 sull'utilizzo della carta di credito. «Al momento della sua approvazione non ho studiato il contenuto». si è giustificato Orto, «Normalmente in una seduta di Giunta vengono portate in discussione diverse decine di delibere, ammetto che probabilmente non sono stato molto attento», la tesi di Labolani. Ora la parola passa al gip.

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