domenica 1 luglio 2012

Comunicato del Comitato spontaneo "No centrale a biomasse a Rodengo Saiano"


Comunicato stampa

                                                                                     Rodengo Saiano, 28 giugno ’12

Continua la mobilitazione contro la realizzazione della centrale a biomasse di Rodengo Saiano.
Dopo che il TAR di Brescia non ha concesso la sospensiva perché l’impianto non è ancora attivo e di conseguenza al momento non pregiudica l’ambiente e la salute dei cittadini, rinviando le sue decisioni all’udienza di merito che si terrà nei prossimi mesi, il Comitato No Centrale a Biomasse non demorde. Anzi ha rilanciato con una partecipatissima cena di autofinanziamento tenutasi sabato 23 giugno ad di Ome, nella quale sono stati raccolti i fondi necessari per continuare la battaglia legale e dove si sono definite nuove iniziative di mobilitazione.
Inoltre è da stigmatizzare l’esito del Consiglio Comunale di lunedì 18 giugno durante il quale il Sindaco di Rodengo Saiano, Giuseppe Andreoli, ha impedito che venisse votata una mozione presentata dalla minoranza che chiedeva un’indagine ambientale preliminare nella zona dove dovrebbe sorgere la centrale, località già molto inquinata a causa dei quattro milioni di veicoli che arrivano all’Outlet Franciacorta ogni anno ed a causa dell’intenso traffico insistente sulla strada per Iseo.
Non aver votato questa elementare richiesta dimostra come il Sindaco abbia deciso di abdicare ai suoi obblighi più importanti: la tutela della salute dei suoi cittadini. E’ noto a tutti che l’iter autorizzativo della centrale, compiuto dalla Provincia di Brescia, non ha purtroppo previsto alcuna indagine ambientale preventiva della zona. Proprio per questo sarebbe stato dovere del sindaco imporre i dovuti controlli preventivi.
Che il sindaco non abbia messo ai voti la mozione perché non è sicuro della tenuta della sua maggioranza? Negli incontri, che come Comitato abbiamo avuto con tutte le forze politiche di Rodengo Saiano, sono emerse più perplessità, contrarietà o non conoscenza del problema piuttosto che non pareri favorevoli alla realizzazione di questa centrale. Ciò significa che le oltre 2000 firme raccolte contro questo progetto e le iniziative che abbiamo messo in campo per informare i cittadini hanno avuto effetto e siamo certi che la maggioranza dei cittadini non voglia la realizzazione dell’impianto.
A tutto ciò vanno pure aggiunte le problematiche di “governance” e legali aperte in Cogeme, le quali potrebbero avere ripercussioni anche sul ruolo di Linea Energia (gruppo Cogeme) nell’affare della centrale di Rodengo Saiano. Qualche problema potrebbe aprirsi anche con altri partner dell’operazione per la scarsa eticità del progetto proposto, che di fatto prevede di bruciare 13000 tonnellate di biomasse. Queste infatti dovrebbero semmai essere riutilizzate, come avviene oggi, per concimare i nostri campi impoveriti dalle massicce coltivazioni intensive.
La nostra risulta essere sempre di più una giusta battaglia perché sulla salute e la qualità della vita dei cittadini non possono e non devono prevalere gli interessi speculativi di pochi e soprattutto a questi interessi non possono e non devono piegarsi coloro i quali sono chiamati ad amministrare la cosa pubblica e a tutelare la salute dei cittadini. Aria come bene comune!

Simona Albini, portavoce Comitato Spontaneo No Centrale Biomasse a Rodengo Saiano

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