venerdì 7 settembre 2012

Regolamentare l'uso dei pesticidi in Franciacorta

DOCUMENTO UNITARIO DI ASSOCIAZIONI, COMITATI E LISTE CIVICHE SULL'USO DI PESTICIDI NELLA ZONA DI PRODUZIONE DEL  FRANCIACORTA

Noi sottoscritte associazioni, comitati di cittadini e liste civiche della Franciacorta intendiamo prendere la parola tramite questo documento riguardo l'importante questione dei pesticidi e dei prodotti chimici usati in viticultura e, più in generale, nell'agricoltura franciacortina.

Siamo consapevoli del fatto che il Consorzio Vini, l'ASL, l'ARPA e le Amministrazioni Comunali stanno lavorando da mesi ad un “regolamento” che stabilisca precisi criteri per l'uso di questi prodotti e riduca la loro azione dannosa sull'ambiente e sulla salute dei cittadini.

Siamo però sorpresi dalla superficialità che ha portato ad ignorare l’importante contributo che i firmatari di questo documento avrebbero potuto fornire e delusi dai contenuti finora trapelati i quali, a nostro parere, non incidono se non marginalmente sui rischi legati all'uso dei pesticidi nella “moderna” agricoltura.

Per questo intendiamo rendere pubbliche alcune nostre proposte sul tema e chiedere alle Amministrazioni comunali e al Consorzio di inserirle nel futuro regolamento come per altro già avviene in altri territori viticoli “concorrenti” in Italia e in Europa:

1. divieto di utilizzo dei pesticidi molto tossici (simbolo di pericolo: teschio su due tibie, categoria T+), tossici (simbolo di pericolo: teschio su due tibie, categoria T) e nocivi (simbolo di pericolo: croce di sant’Andrea, categoria 3 Xn cancerogeni e mutageni) su tutto il territorio dei 20 Comuni Franciacortini, intendendo il divieto valido per tutte le colture e non solo per i vigneti;
2.  abolizione di ogni tipo di diserbante, in particolare di quelli usati per eliminare l'erba sotto pianta. Contestualmente passare all'inerbimento totale anche al fine di evitare il dilavamento e l'erosione dei terreni, concausa di molti smottamenti e alcuni allagamenti.
3. regolamentazione rigida degli orari di irrorazione per i vigneti posti a meno di 50 metri dalle aree sensibili (scuole, asili, oratori, case di cura o ambulatori) e di confine evitando i trattamenti nelle ore di apertura, di presenza dell'utenza o, nel caso di presenza h24, concordando con la direzione degli istituti stessi il momento migliore per l'irrorazione;
4. mantenere e ripristinare le ripe attraverso la piantumazione di specie arboree autoctone al fine di riattivare la biodiversità e limitare la deriva dei pesticidi.

Pur consapevoli della complessità del tema riteniamo queste proposte coerenti con il PRINCIPIO DI PRECAUZIONE sancito dal Trattato Europeo all'articolo 174 comma 2, ratificato dal D.Lgs.152/06 e confermato da diverse sentenze dei TAR in Italia, in base al quale si fa obbligo alle Amministrazioni di intervenire “in caso di pericoli, anche solo potenziali, per la salute umana e per l’ambiente”.
Questo principio è stato applicato riguardo l'uso dei fitofarmaci dal comune di Malosco (TN) e legittimato dal Tar di quella regione con sentenza datata 14 gennaio 2012.

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