mercoledì 3 ottobre 2012

Il disastro ambientale a Brescia

Lo studio dell'Ispra. Smog: Brescia peggio di Milano, Torino e Roma
Giornaledibrescia | martedì, 2 ottobre 2012

La qualità dell’aria a Brescia è fra le peggiori d’Italia, con una situazione che si configura addirittura più preoccupante di quella di Milano, Torino e Roma. L’Istituto superiore per le protezione e la ricerca ambientale (Ispra) ha disegnato una cartina della qualità dell’aria nelle città italiane, mettendo in evidenza le «note dolenti, specie nel nord Italia e a cause del Pm10, con le città del bacino padano che hanno registrato frequenti superamenti del valore del limite giornaliero consentito».
L’esposizione della popolazione alle polveri sottili, al particolato atmosferico in base alla media annua di concentrazione, vanno dal minino di Livorno a quello di Monza e Brescia.
Nonostante tutti i valori relativi alla media annua «si trovino al di sotto dei 40 microgrammi per metro cubo, la gran parte delle città sono esposte a concentrazioni superiori al valore di 20 consigliato dall’Organizzazione mondiale della sanità come valore soglia per la protezione della salute umana».
La classifica delle prime 10 città per peggiore qualità dell’aria (in base al valore soglia e numero di abitanti) vede Brescia l secondo posto dopo Monza, seguita da Milano, Torino, Napoli, Piacenza, Pescara, Parma, Roma e Ancona.

«C'è amianto in via Brocchi». La conferma: «Siamo partiti»
LA DISCARICA CONTESTATA. Dopo i primi sospetti di ambientalisti e residenti, la certezza dello stoccaggio. Sono iniziati i conferimenti: le lastre disposte su bancali coperti da un telo bianco L'allarme degli ambientalisti


02/10/2012, Brescia. L'amianto è arrivato in via Brocchi. Dopo anni di battaglie legali, presidi di giorno e di notte, scioperi della fame e proteste, la tanto contestata discarica di San Polo, gestita dalla ditta Profacta Spa del gruppo Faustini, ha definitivamente preso il via. Ieri mattina alcuni membri del Comitato spontaneo contro le nocività e del Codisa hanno lanciato l'allarme per alcuni bancali sospetti notati all'interno del perimetro della ex cava di San Polo. Dopo averli fotografati e aver interessato il sostituto procuratore Federico Bisceglia - «ci ha detto avrebbe inviato a controllare la situazione la polizia giudiziaria» hanno spiegato dal Comitato -, però, i residenti della zona non sono riusciti a capire cosa contenessero. Anche se il sospetto che si trattasse di lastre di amianto era forte.  Il telo bianco che li ricopriva, modellato da qualche manciata di terra gettata sopra, aveva assunto la classica forma ad onde tipica delle lastre di amianto. … la Regione Lombardia alcune settimane fa aveva chiesto alla Profacta di alzare di cinque centimetri lo strato drenante del fondo della discarica in alcuni punti. Richiesta non nuova per il Pirellone, che già nel 2011 aveva richiesto l'innalzamento del fondale della ex cava di trenta centimetri. Uno dei problemi del sito di via Brocchi, infatti, sarebbe la vicinanza alla falda acquifera e le preoccupazioni derivanti da una sua possibile escursione. … È stata l'Arpa a visitare il sito, ha confermato Brognoli, e a verificare che l'azienda avesse effettivamente adempiuto alle imposizioni pervenute dal Pirellone. Il nulla osta regionale è arrivato al gruppo Faustini il 12 settembre. E venerdì 28 sono iniziati i conferimenti di amianto.  La lunga fila di bancali coperta da un telo bianco fotografata ieri mattina dagli attivisti della zona era, in realtà, già il secondo giro di lastre di amianto depositate e pronte per essere interrate. «Sono certo che i cittadini di Brescia, e della zona sud in particolare, si ricorderanno bene chi ha autorizzato tutto questo e chi, dalla Regione fino al Comune, non ha fatto nulla affinché questo scempio si fermasse».  È LO SFOGO a caldo di Gabriele Avalli, una delle anime del Codisa che per anni, insieme con il Comitato contro le nocività, ha cercato di contrastare l'apertura della discarica di via Brocchi. ... L'ultima speranza di ambientalisti e residenti di San Polo e Buffalora è riposta nel Consiglio di Stato che non si è ancora pronunciato sul merito della questione.

dal sito www.antinocivitabs.org, in merito al conferimento di amianto nella discarica di via Brocchi:

Ci poniamo alcune domande:
- il fondo della discarica avrebbe dovuto essere alzato di 5 cm ed ARPA avrebbe dovuto controllare l’avvenuto innalzamento. E’ stato fatto? ARPA ha controllato? E, se sì, perchè il Dott.  Sesana, durante l’incontro che si è tenuto giovedì scorso a 500 mt dalla discarica, relativo proprio al degrado ambientale di San Polo, non ne ha parlato?
- l’eternit imballato, una volta posizionato nella buca, dovrebbe essere ricoperto di terra.  Perchè è esposto alle intemperie?
- perchè il Comune, come aveva promesso al comitato spontaneo contro le nocività ed alla cittadinanza intera, non ha convocato l’imprenditore, alla presenza di comitati e cittadini, per chiedergli di fermare i lavori, almeno fino alla sentenza del consiglio di stato?
- perchè nessuno controlla cosa accade in via Brocchi?

L’amianto è arrivato in Via Brocchi, nel più assoluto silenzio, ma le sentinelle, anche stavolta, hanno lanciato l’allarme.

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