lunedì 10 dicembre 2012

La (s)vendita del territorio di Gussago

Venghino siore e siori, venghino. È iniziata la stagione dei saldi: si (s)vende tutto a prezzi bassissimi. Gussago si concede al miglior offerente.

Non basta che i nostri Amministratori locali abbiano impudentemente calpestato le proprie, stesse promesse elettorali, abbandonando il territorio gussaghese alla famelica avidità dei cementificatori.
Non basta che, oltre due anni fa, la ex Giunta nero-verdognola della sig.ra Lazzari abbia approvato (con il sostegno unanime della sua – a quei tempi – maggioranza e con la “coraggiosa” astensione delle – a quei tempi – minoranze) un piano urbanistico il quale consente che sul nostro territorio sia versato circa mezzo milione di metri cubi di cemento.
Non basta che proprio in forza di quel Piano, la ex Giunta Lazzari e la “nuova” Giunta Marchina-ter – con perfetta identità di vedute – abbiano in questi anni rilasciato permessi edificatori a iosa, consegnando alla speculazione dei soliti “padroni della ruspa” fette sempre maggiori di quel prezioso e insostituibile bene collettivo rappresentato dal paesaggio e dal territorio.
Non basta che, uno dopo l’altro, siano finiti nelle mani fameliche delle imprese edili le falde della collina di s. Stefano e le aree verdi delle Frusche, i terreni agricoli della Mandolossa e quelli del Cavezzo, gli edifici ed i servizi pubblici del Caporalino e del Centro sportivo, i vigneti del Barco e gli altri innumerevoli luoghi di Gussago nei quali stanno spuntando o spunteranno presto le solite gru.

No! Tutto questo non poteva bastare, perché costruttori e immobiliaristi non possono accettare che la crisi del mercato eroda, neppure di un solo centesimo, i loro guadagni.
Ecco, dunque, tanto i legaiolpidiellini quanto i gussagoinsiemisti inchinarsi proni al volere della speculazione finanziaria ed immobiliare. Invece di approfittare della stasi delle compravendite per cancellare le mostruose previsioni cementificatorie del P.G.T. e contenere in maniera drastica il fenomeno delle case sfitte e dei capannoni inutilizzati, la premiata coppia Lazzari-Marchina è corsa d’un fiato a stendere il proverbiale tappeto rosso ai piedi dei “trafficoni del mattone”.
Pure a costo di stravolgere e comprimere il piano comunale dei servizi da fornire alla cittadinanza (che una folle legislazione regionale pretende sia finanziato dalla svendita del territorio), sia la ex Giunta Lazzari sia la Giunta Marchina in carica hanno, con provvedimenti successivi, più che dimezzato gli oneri di urbanizzazione (il termine tecnico esatto è “contributi compensativi aggiuntivi”). I nostri servizievoli Amministratori locali, vecchi e ‘nuovi’, hanno man mano ridotto alla metà tale onere (vedi le delibere di Giunta n. 142 del 22/08/11 e n. 119 del 23/07/12).
Perciò attualmente qualsiasi imprenditore edile può ricoprire di cemento ed asfalto lo stesso numero di metri quadrati di terreno stabiliti dal P.G.T., risarcendo i gussaghesi (se di risarcimento si può parlare a fronte di quanto viene perduto per sempre) con il 50% in meno di ciò che avrebbe dovuto sborsare secondo le previsioni originarie di quello stesso Piano.
E, per la perversa logica in base alla quale un Comune può garantire i servizi pubblici ai propri cittadini soltanto se mercifica il proprio territorio, il 50% in meno di oneri si traduce inevitabilmente nel 50% in meno di servizi (o, in ogni caso, in un bel problema di quadratura dei bilanci).

Ma non finisce qui! Si avvicinano le festività natalizie. Il nostro Sindaco ed i suoi Assessori potevano forse dimenticare di mostrare la dovuta riconoscenza ai loro amici ruspatori? Giammai.
La temuta scadenza dell’IMU, grazie al gentile pensiero del nostro tre volte Sindaco, apparirà forse meno spaventosa a qualcuno: parliamo proprio dei padroni delle aree fabbricabili sparse per il nostro paese.
Infatti, dal valore delle aree fabbricabili, sul quale viene calcolato l’importo dell’IMU, va sottratto proprio l’ammontare del contributo compensativo che il proprietario dell’area dovrebbe pagare al Comune una volta avviata l’urbanizzazione di detta area (pag. 12, relazione allegata alla delibera commissariale n. 65 del 26/04/12). Perciò, minore è l’entità del contributo, maggiore è il valore su cui va calcolata l’IMU e maggiore è l’importo della tassa da pagare.
Il Sindaco Marchina non poteva sopportare che gli speculatori immobiliari (notoriamente, la categoria di cittadini più indifesa e debole di fronte alle vessazioni della pubblica amministrazione!) fossero costretti a pagare qualche euro in più di IMU proprio a causa della riduzione degli oneri di urbanizzazione.
Pertanto la fervida fantasia della Giunta giallognola di Gussago ha partorito questa soluzione: ai fini del calcolo dell’IMU i proprietari delle aree fabbricabili continueranno a detrarre dal valore delle loro aree l’importo intero del contributo compensativo così come determinato in origine dal P.G.T. (delibera n. 208 del 26/11/12), mentre – quando avvieranno i cantieri – gli stessi proprietari al Comune pagheranno soltanto la metà del contributo.
Una piccola sottolineatura: l’IMU sulle aree fabbricabili – come su quasi ogni altro immobile – si deve pagare ogni anno, mentre gli oneri di urbanizzazione si pagano soltanto quando e soltanto se un cantiere viene avviato (e, ovviamente, si scaricano sul prezzo finale di vendita dell’edificio costruito).
Insomma, un bel pacco dono, l’ultimo di una lunga serie, che gli Amministratori gussaghesi hanno offerto agli affaristi del mercato immobiliare.

p.s.: qualora non vi foste ancora stufati, suggeriamo la lettura, sul medesimo argomento, della delibera n. 223 del 3 dicembre scorso, con cui sono state corrette – in meglio, per i proprietari dei terreni – le condizioni dell’accordo per la costruzione di qualche altra decina di inutili casette tra la Badia e via Mandolossa.
p.p.s.: ancora in tema di IMU, sarebbe stato davvero improponibile esentare dall’imposta (o, almeno, ridurne in misura significativa il peso) le famiglie gussaghesi aventi fra i propri componenti a carico una persona gravemente disabile?

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