sabato 5 gennaio 2013

Vanificati gli sforzi a sostegno dei referendum contro la riforma del lavoro?


Referendum nulli? Grave atto del Colle

Il Presidente Napolitano ha concluso la legislatura con un altro grave atto contro la democrazia. Già era successo con la nomina a Senatore a vita di Monti il giorno prima di dargli l'incarico di capo di Governo. Con la decisione di sciogliere le Camere senza attendere i primi giorni del 2013, come aveva chiesto il Comitato promotore dei referendum, Giorgio Napolitano annulla il valore di oltre 500.000 firme che erano già state raccolte. Migliaia di banchetti, migliaia di persone che al freddo hanno dedicato il loro tempo libero ed il loro impegno ... annullati in un minuto.
Il popolo italiano non potrà quindi pronunciarsi per abolire l'articolo 8 e ripristinare la versione originaria dell'articolo 18.
La responsabilità di tutto questo è di Napolitano e di tutti partiti che hanno sostenuto Monti e non hanno speso una parola per garantire questo diritto democratico.

Lo scioglimento anticipato delle Camere rischia di vanificare le firme raccolte relativamente ai referendum sul lavoro, pensioni e altro. Infatti secondo la normativa un po’ astrusa e controversa, non si possono presentare referendum nell’anno prima delle elezioni né durante lo scioglimento delle Camere. Sarebbe bastato - come richiesto dai Comitati referendari - che il Presidente della Repubblica ritardasse ai primi di gennaio lo scioglimento delle Camere, per mettere del tutto al sicuro almeno i referendum sul lavoro, per i quali - essendo partita prima la raccolta delle firme - già era stato raccolto un numero di firme superiore alle 500mila necessarie.
Ma Napolitano, sempre attento ai minimi desideri della finanza e della Bce, non ha inteso per nulla tenere in considerazione le centinaia di migliaia di persone che hanno firmato per i diritti dei lavoratori. Ancora una volta, i grandi problemi sociali sono stati messi in ultima fila. Lo scioglimento delle Camere, avvenuto nel corso della raccolta e pochi giorni prima della consegna delle firme, fa venire meno i referendum, vanifica il lavoro svolto (propaganda, banchetti, certificazione…), cancella la volontà dei cittadini.
Le firme tuttavia saranno presentate e i promotori dei referendum apriranno un contenzioso a tutti i livelli perché le procedure referendarie proseguano e si giunga comunque ai referendum nel 2014.

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