martedì 9 luglio 2013
Giacimenti di gas nel sottosuolo di Gussago? (2)
INTERROGAZIONE AL MINISTRO DI BAZOLI E COMINELLI
Perforare la Bassa alla ricerca di gas: due parlamentari Pd contro il progetto. «La frantumazione delle rocce profonde con liquidi inquinanti è una minaccia per l'ambiente»
Perforare la Bassa, fino a 4 chilometri di profondità. Con potenti getti idraulici in grado di spaccare la roccia e liberare l'eventuale metano imprigionato laggiù nei millenni: questo il progetto presentato nell'aprile 2012 dalla Exploenergy di San Donato Milanese al ministero dello Sviluppo Economico. E contro questo progetto i due parlamentari Pd Alfredo Bazoli e Miriam Cominelli hanno avanzato un'interrogazione ai ministri dello Sviluppo Economico e all'Ambiente per chiedere lumi sui rischi ambientali dell'operazione. E quindi per bloccarla.
31 COMUNI A RISCHIO - La domanda di esplorazione sotterranea del progetto «Lograto» riguarda un'area di 289 chilometri su tre province (Brescia, Bergamo e Cremona). Ci troviamo elencati 31 comuni della Bassa )Roncadelle, Castel Mella, Flero, Torbole Casaglia, Travagliato, Trenzano, Maclodio, Berlingo, Brandico, Lograto, Mairano, Azzano, Longhena, Capriano, Bagnolo, Dello, Corzano, Pompiano, Orzinuovi, Orzivecchi, Comezzano Cizzago, Roccafranca, Castelcovati e Poncarale) e altri della Franciacorta (Chiari, Rovato, Gussago, Ospitaletto, Castegnato e Cazzago).
I RISCHI AMBIENTALI DEL FRACKING - Il fracking sfrutta la pressione dei liquidi per provocare delle fratture negli strati rocciosi più profondi del terreno per agevolare la fuoriuscita dei gas presenti nelle formazioni rocciose: proprio per i potenziali rischi ambientali è stato messo al bando in Francia e in Bulgaria, ricordano i parlamentari bresciani: «perché tale procedura è altamente inquinante poiché gli agenti chimici e liquidi inquinanti utilizzati per spaccare, impermeabilizzare e tenere aperte le rocce hanno come risultato diretto sull’ambiente la contaminazione dei terreni e delle falde acquifere. A tutto ciò si aggiunge il pericolo relativo alla generazione di micro-sismi causati all’attività di fratturazione». Con queste premesse Bazoli e Cominelli chiedono di sapere: «se i Ministri possano escludere eventuali futuri progetti di fracking sul territorio italiano, in particolare per il progetto “Lograto” e se non ritengano necessario procedere alla revisione di tutti i progetti di prospezione petrolifera e di stoccaggio del gas naturale in corso, prevedendo in via cautelativa il divieto assoluto dell'impiego di tali tecniche».
Pietro Gorlani 29 giugno 2013
Perforare la Bassa alla ricerca di gas: due parlamentari Pd contro il progetto. «La frantumazione delle rocce profonde con liquidi inquinanti è una minaccia per l'ambiente»
Perforare la Bassa, fino a 4 chilometri di profondità. Con potenti getti idraulici in grado di spaccare la roccia e liberare l'eventuale metano imprigionato laggiù nei millenni: questo il progetto presentato nell'aprile 2012 dalla Exploenergy di San Donato Milanese al ministero dello Sviluppo Economico. E contro questo progetto i due parlamentari Pd Alfredo Bazoli e Miriam Cominelli hanno avanzato un'interrogazione ai ministri dello Sviluppo Economico e all'Ambiente per chiedere lumi sui rischi ambientali dell'operazione. E quindi per bloccarla.
31 COMUNI A RISCHIO - La domanda di esplorazione sotterranea del progetto «Lograto» riguarda un'area di 289 chilometri su tre province (Brescia, Bergamo e Cremona). Ci troviamo elencati 31 comuni della Bassa )Roncadelle, Castel Mella, Flero, Torbole Casaglia, Travagliato, Trenzano, Maclodio, Berlingo, Brandico, Lograto, Mairano, Azzano, Longhena, Capriano, Bagnolo, Dello, Corzano, Pompiano, Orzinuovi, Orzivecchi, Comezzano Cizzago, Roccafranca, Castelcovati e Poncarale) e altri della Franciacorta (Chiari, Rovato, Gussago, Ospitaletto, Castegnato e Cazzago).
I RISCHI AMBIENTALI DEL FRACKING - Il fracking sfrutta la pressione dei liquidi per provocare delle fratture negli strati rocciosi più profondi del terreno per agevolare la fuoriuscita dei gas presenti nelle formazioni rocciose: proprio per i potenziali rischi ambientali è stato messo al bando in Francia e in Bulgaria, ricordano i parlamentari bresciani: «perché tale procedura è altamente inquinante poiché gli agenti chimici e liquidi inquinanti utilizzati per spaccare, impermeabilizzare e tenere aperte le rocce hanno come risultato diretto sull’ambiente la contaminazione dei terreni e delle falde acquifere. A tutto ciò si aggiunge il pericolo relativo alla generazione di micro-sismi causati all’attività di fratturazione». Con queste premesse Bazoli e Cominelli chiedono di sapere: «se i Ministri possano escludere eventuali futuri progetti di fracking sul territorio italiano, in particolare per il progetto “Lograto” e se non ritengano necessario procedere alla revisione di tutti i progetti di prospezione petrolifera e di stoccaggio del gas naturale in corso, prevedendo in via cautelativa il divieto assoluto dell'impiego di tali tecniche».
Pietro Gorlani 29 giugno 2013
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