lunedì 7 ottobre 2013

"Gussago Insieme" fuori dai partiti, ma ben salda sulle poltrone

Al Consiglio Comunale riunitosi lunedì 30 settembre, quasi al termine della seduta, il “tre volte Sindaco” Bruno Marchina ha presentato una proposta di delibera davvero stupefacente, almeno per chiunque creda ancora alla barzelletta di una “Gussago Insieme” fuori dai partiti e del tutto estranea alle logiche distorte della partitocrazia.
Infatti il Sindaco in carica ha chiesto di modificare i criteri ed i metodi fino ad oggi previsti per procedere, da parte del Sindaco stesso, alle nomine dei Consiglieri di Amministrazione della Fondazione “Richiedei”, degli Asili Enti morali e dell’appena costituita Azienda farmaceutica di Ronco.
Tra le varie novità, una in particolare ha suscitato la compatta protesta delle opposizioni consiliari.
Dalla nuova regolamentazione è sparito del tutto il divieto – stabilito dal soppresso art. 6 – di assegnare il medesimo incarico alla medesima persona per più di due volte consecutive.
Eppure ci pareva che già le ‘vecchie’ norme comunali disciplinanti le modalità di nomina dei rappresentanti del Comune all’interno dei Consigli di Amministrazione dei tre Enti sopra ricordati affidassero una dose di discrezionalità francamente eccessiva al Sindaco.
Quest’ultimo, per esempio, può tuttora decidere, a suo insindacabile giudizio, di assegnare l’incarico persino ad una persona diversa da quelle candidate, se da lui ritenute inadeguate (art. 1 comma 3 secondo la numerazione della ‘vecchia’ normativa).
No! Questa amplissima facoltà di scelta non poteva bastare ad un Sindaco “acchiappatutto”, sempre più insofferente a qualsiasi tipo di laccio o lacciuolo imposto alla propria libertà di manovra.
Pertanto anche il pur imperfetto ed insicuro limite dei due mandati consecutivi è stato abbattuto.
Nessuno spazio è stato concesso ai motivi che da sempre sostengono l’opportunità di stabilire questo limite (in primo luogo nei confronti dell’eleggibilità, appunto, degli stessi Sindaci). Nessun ascolto è stato prestato all’esigenza di favorire il ricambio ai vertici delle Amministrazioni pubbliche o da queste in qualche modo controllate, alla necessità di evitare la soggettivizzazione dell’uso del potere ed il conseguente pericolo di creare vincoli personali e clientelistici fra Amministratori locali e consiglieri di amministrazione, alla necessità di impedire che i poteri spettanti ai gestori degli Enti nominati dal Sindaco siano esercitati troppo a lungo dagli stessi identici soggetti i quali potrebbero essere indotti a utilizzare in maniera distorta quel potere di cui finiscono per considerarsi pieni proprietari monopolisti.
Insomma, non soltanto al vertice delle Giunte Comunali ma pure all’interno dei Consigli di Amministrazione nominati dal Sindaco dovrebbe essere esorcizzato in qualsiasi modo il pericolo di una personalizzazione del potere affinché l’amministratore (sia egli l’Amministratore del Municipio o, per esempio, l’Amministratore della Fondazione “Richiedei”) non si affezioni al potere ma sia al contrario stimolato ad agire presto e bene.
In risposta alle fondate obiezioni mosse alla proposta di riforma del regolamento per le nomine, il Sindaco Marchina si è lanciato in una accesa rivendicazione della propria piena discrezionalità nella scelta delle persone a lui più vicine quali consiglieri chiamati a gestire Enti ed Aziende. Però il Sindaco Marchina farebbe bene a rammentarsi di tanto in tanto che questi Enti e queste Aziende non appartengono né a lui né al suo gruppo politico, bensì all’intera comunità gussaghese.
L’inno all’autoreferenzialità svolto dal Sindaco nel corso della discussione in Consiglio Comunale ci ha lasciato sconcertati, soprattutto nelle sue (forse non volute) conclusioni.
Il prof. Marchina ha difatti dichiarato come al legame unicamente fiduciario che, a suo parere, deve legare il Sindaco ai Consiglieri di Amministrazioni da esso nominati corrisponda un’estensione al primo della responsabilità per gli atti compiuti dai secondi: se i Consiglieri di Amministrazione gestiscono male, la colpa ricade per forza sul capo di colui che li ha nominati.
Un incredibile assist che fin troppo facilmente cogliamo: in considerazione degli scempi compiuti dagli Amministratori del “Richiedei” nominati e, in qualche caso, ri-nominati dal Sindaco Marchina, perché mai quest’ultimo si ostina a rimanere seduto sulla seggiola più importante del Municipio?
Da parte sua, sordo a qualsiasi sollecitazione ed a qualsiasi protesta, il gruppo consiliare di “Gussago Insieme” ha all’unanimità approvato la trasformazione, pur con una incomprensibile precisazione espressa dal consigliere Alfredo Fiume.
Egli ha preso la parola per spiegare come, all’inizio della discussione, fosse sua intenzione votare contro la proposta, mentre, a seguito delle articolate riflessioni illustrate dai gruppi consiliari di opposizione, il suo parere fosse cambiato inspiegabilmente. Il consigliere Fiume ha perciò appoggiato infine la proposta di modifica del regolamento.
Ma un principio è giusto o meno a seconda che incontri l’assenso o la contrarietà dei propri avversari politici?

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