Poncarale, operaio 35 enne di Rovato travolto e ucciso da un collega
LA 16SIMA morte bianca del 2013.
Tragico infortunio ieri pomeriggio durante le opere di riasfaltatura. Il 35enne di origine kosovara Agron Morina è deceduto sul colpo. Abitava a Rovato. Mentre dirigeva il traffico l'operaio è stato risucchiato dalla spazzatrice La tragedia si è consumata davanti gli occhi del fratello della vittima
(ven 25 ott 2013) Stava dirigendo il traffico attorno al cantiere aperto nel centro storico di Poncarale per gli interventi di riasfaltatura. Paletta in mano, spalle girate ai mezzi d'opera, faceva segno alle macchine di avanzare nella corsia disposta per la circolazione alternata. All'improvviso è stato travolto dal camion spazzatrice che dietro di lui completava la ripulitura della carreggiata dai residui della fresatura dell'asfalto. Le spazzole hanno «inghiottito» la vittima, schiacciandola sotto il mezzo, senza possibilità di scampo. È MORTO così Agron Morina, 35 anni, cittadino kosovaro residente a Rovato. La tragedia si è consumata poco dopo le 14 di ieri, sotto lo sguardo impotente dei colleghi e del fratello Arton che lavorava con lui. A nulla è valso il tempestivo intervento di ambulanza e Vigili del fuoco, allertati dagli altri operai. All'arrivo dei soccorsi, il medico ha solamente potuto constatare il decesso del 35enne. L'operaio era al lavoro nel cantiere di via Sorelle Girelli, di fronte all'ufficio postale, pochi metri prima del semaforo in direzione della zona residenziale di Borgo Poncarale. La circolazione rallentata per i lavori, la spazzatrice aveva quasi ultimato il suo compito sull'asfalto fresato, quasi pronto alla nuova colata di catrame. Agron Morina stava disciplinando il traffico con le spalle rivolte ai colleghi. Procedeva a ritroso con lo sguardo fisso sulla circolazione mentre la spazzatrice completava a sua volta le operazioni di ripulitura dell'asfalto muovendosi in retromarcia. LA GUIDA del camion posizionata a destra, radente quindi al marciapiede opposto alla posizione di Agron, ha impedito al conducente di scorgere il collega: nessuno dei due si è accorto che stava muovendosi all'indietro verso una tragica fatalità. L'impatto è stato terribile. Bloccato dalle urla dei colleghi, l'autista del mezzo d'opera è sceso dalla cabina e una volta presa coscienza della tragedia ha cominciato a sua volta a urlare per la disperazione. In un attimo gli operai si sono precipitati a soccorrere il collega; dopo dieci minuti l'arrivo dei Vigili del fuoco e dell'ambulanza. Ma per Agron Morina non c'era più nulla da fare.
Travolto dal cancello, morto il vigilante. L'incidente ad Artogne
mercoledì, 23 ottobre 2013. Non ce l'ha fatta Simone Angelo Taboni, il vigilante brenese di 56 anni che nella notte tra domenica e lunedì è stato travolto da un cancello. La sua lotta per la vita si è chiusa stanotte all'Ospedale Civile di Brescia, troppo gravi le lesioni riportate agli arti inferiori, al torace e alla spina dorsale.
L'uomo, di professione guardia giurata, è stato travolto da un cancello all’interno di una ditta di arredamenti in pieno centro ad Artogne: l’incidente si è consumato nella notte tra domenica e lunedì, mentre Taboni effettuava il giro di sorveglianza.
A quanto pare il 56enne sembra che abbia notato come il pesante cancello dell’azienda fosse aperto. La guardia, a quel punto, avrebbe cercato di chiudere la recinzione: un gesto dalle conseguenze drammatiche. Per cause ancora in corso di accertamento, il cancello si sarebbe sfilato dalla guida e dai pali di sostegno travolgendolo in pieno.
Profondo il cordoglio tra i familiari, gli amici e i colleghi, mentre proseguono ancora le indagini dei carabinieri e dei tecnici del lavoro dell'Asl per ricostruire la dinamica esatta dell'incidente.
A BOTTICINO (BS). LA DENUNCIA DELLA CGIL
Tragedia in cava: muore schiacciato da un masso di marmo
Giovanni Civettini, 42enne del paese, padre di due bimbe, è rimasto intrappolato nella cabina dello scavatore
Non ce l’ha fatta l’operaio travolto da un masso di marmo mentre era al lavoro a bordo di un escavatore in una cava della cooperativa Operai Cavatori Botticino. Giovanni Civettini, 42enne del paese, sposato e pad re di due bimbe di 12 e 9 anni, è stato travolto dalla lastra ed è rimasto intrappolato nella cabina, con le gambe schiacciate. Inizialmente era cosciente. Ed ha risposto alle sollecitazioni dei soccorritori. Ma le ferite si sono rivelate troppo gravi. E l’uomo è spirato ancora nella cabina del mezzo. Inutile il lavoro lungo e difficile dei vigili del fuoco che hanno cercato di liberalo. È deceduto dopo oltre un’ora di agonia. Sul posto anche l’eliambulanza del 118 di Brescia.
«CGIL: SERVE PIU’ SICUREZZA» - «Questa morte, nell’aumentare il bilancio annuale degli infortuni mortali portandoli a 14 rappresenta un’ulteriore denuncia di una realtà del lavoro gravata da rischi e che chiede sforzi ulteriori a imprese, enti di prevenzione e controllo» commenta la Fillea Cgil che aggiunge: «Vanno programmate campagne di sensibilizzazione mirate sulle realtà più esposte cui devono concorrere adeguati finanziamenti». E ricorda i numeri delle morti bianche: i 15 del 2009, le 25 del 2010 , che fanno di Brescia un triste record italiano.
A GIUGNO IL PRECEDENTE CON 2 MORTI - Il 19 giugno, nella vicina cava di Nuvolera, una tragedia simile causò la morte immediata di Valerio Sgotti, padre della sindaco del paese, che si trovava a bordo dell’escavatore travolto dalla parete rocciosa. Dopo dieci giorni è morto anche il figlio Nicola, rimasto ferito nello smottamento e vittima di un’infezione fatale.
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