Abbiamo versato fiumi di inchiostro per raccontare e far conoscere il più diffusamente possibile la situazione della Fondazione “Richiedei”, quando molti altri avevano invece più interesse a coprire ed affossare tali informazioni.
Siamo stati fautori della costituzione del “Comitato per la salvaguardia del Richiedei”, mantenendo poi in esso uno dei ruoli più attivi. Abbiamo inoltre organizzato ‘in proprio’ numerosi dibattiti e assemblee sulle vicende dell’Opera Pia e sull’evoluzione della sua crisi.
Abbiamo apprezzato la nomina del nuovo Consiglio d’Amministrazione e ne abbiamo condiviso l’iniziale impegno con il quale aveva coraggiosamente intrapreso quella che pareva essere la strada giusta per il risanamento di un Ente sempre più indebitato, sull’orlo del tracollo.
Però, con altrettanta chiarezza, ci pare inevitabile al momento attuale chiedere con forza e determinazione un cambio di passo radicale da parte dei vari soggetti nelle cui mani sono custodite le sorti del “Richiedei”.
Infatti, nonostante i tagli, le ottimizzazioni, le vendite, le fidejussioni ottenute dal Comune e l’indefessa opera di “spending review” portata avanti dall’attuale Consiglio d’Amministrazione, la situazione economica del nostro Ospedale resta drammatica, il suo deficit incolmabile ed il pareggio di bilancio un lontano miraggio. Tutti questi elementi fanno presagire il peggio e minacciano di condurre in breve tempo il “Richiedei” verso il baratro del fallimento.
Non c’è in gioco solo il futuro degli/delle oltre 400 lavoratori e lavoratrici che qui prestano le loro mansioni. È in gioco la più grande attività produttiva del nostro paese, con tutta la sua preziosissima rete di servizi medici e sociali, offerti da oltre un secolo e mezzo alla nostra comunità.
Non è il momento di tergiversare oltre! Parliamoci chiaro: pur senza voler tenere conto degli indebitamenti passati e delle allegre gestioni realizzate dalle sciagurate amministrazioni precedenti, appare evidente che il “Richiedei” non potrà mai raggiungere una soglia accettabile di redditività fin a quando la Regione Lombardia non gli riconoscerà i giusti accreditamenti ed il corretto pagamento delle prestazioni specialistiche.
Il nostro Ospedale possiede i mezzi, le strutture e le competenze per accogliere un numero assai maggiore di utenti e, a nostro giudizio, proprio su questo fronte che Comune e Consiglio di Amministrazione dovrebbero principalmente indirizzare il loro lavoro. Il problema del “Richiedei” non è più soltanto un problema economico ma è diventato soprattutto un problema prettamente politico. L’Ospedale lavora sotto la soglia delle sue reali possibilità e produce meno di quanto potenzialmente potrebbe produrre e cosa si fa? Si tenta di risanare i conti colpendo i diritti ed i redditi dei lavoratori e delle lavoratrici, com’è ormai diventato di moda in tutto il “Belpaese”.
Questa infatti sarebbe l’ultima strategia che il Consiglio d’Amministrazione parrebbe assurdamente intenzionato ad intraprendere. Sarebbe sconcertante e fuori da qualsiasi logica di buon senso: se davvero è necessario comprimere le retribuzioni di chi lavora al “Richiedei”, non si colpisca nel mucchio, ma si taglino finalmente i tanti, troppi, inutili e generosi compensi dirigenziali che l’Ospedale continua a pagare, persino a chi è stato attore determinante ed ha ampie responsabilità nella creazione dell’enorme debito accumulato finora dalla Fondazione.
Altrimenti anche il “Richiedei” diventerebbe è una desolante rappresentazione in scala minore di quello che accade a livello nazionale.
Chiediamo al Comune di Gussago, al Consiglio d’Amministrazione ed a tutti i soggetti politici che hanno davvero a cuore le sorti del “Richiedei” di intraprendere qualsiasi iniziativa forte, determinata, addirittura clamorosa qualora ce ne fosse bisogno, nei confronti della Regione Lombardia affinché sia garantito veramente un futuro al nostro Ospedale.
È inconcepibile che tutti coloro, i quali da anni ci riempiono la testa con i loro sproloqui sull’eccellenza della sanità lombarda, intendano davvero affossare un istituzione sanitaria ed assistenziale così importante come la Fondazione “Richiedei”.
Noi, nel nostro piccolo ma con tutte le nostre forze, saremo al fianco di ogni battaglia che possa difendere questo prezioso e fondamentale “bene comune” del nostro paese.

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