lunedì 11 novembre 2013

Le nostre segnalazioni: replichiamo ad alcune risposte date alla nostra osservazione sulla variante al progetto "Caporalino"

Il 30 ottobre scorso il Consiglio Comunale ha definitivamente approvato la variante al progetto di urbanizzazione del comparto "Caporalino" chiesta dalla società "f.lli Arici".
In quella sede, l'Amministrazione comunale ha tentato di replicare alle osservazioni da noi presentate sull'argomento. Naturalmente pensiamo che tali repliche siano state del tutto inadeguate, ma, in particolare, abbiamo voluto sottolineare con maggiore decisione due delle contestazioni mosse dal Sindaco e dalla Giunta alle nostre proposte.
Per questo, abbiamo depositato in Municipio il seguente documento:
 
alla c.a. del Dr. Santi Moschella, Segretario Generale
alla c.a. del Prof. Bruno Marchina, Presidente del Consiglio Comunale
alla c.a. delle Signore e dei Signori Consiglieri Comunali

Comune di Gussago


Gentili Signore / Egregi Signori,
nel corso della seduta tenutasi il 30 ottobre scorso, il Consiglio Comunale di Gussago, con deliberazione n° 59, ha definitivamente approvato la variante all’art. 20 Norme tecniche di attuazione del Documento di Piano del vigente Piano di Governo del Territorio, riguardante il progetto di urbanizzazione dell’Ambito di trasformazione n° 2 situato in località Caporalino.
In tale occasione, l’Illustre Assise ha pure esaminato e sottoposto a votazione le osservazioni pervenute in merito all’adozione in prima istanza della suddetta proposta progettuale.
In proposito, la scrivente Associazione “Sinistra a Gussago” desidera ricordare di aver depositato in data 01/08/2013 presso lo Spett.mo Ufficio di Segreteria Comunale la propria osservazione sull’argomento (prot. n° 21040).
Ci duole però segnalare come, a nostro giudizio, nel testo contenente le controdeduzioni alle osservazioni, allegato alla summenzionata delibera consiliare nella forma pubblicata all’Albo Pretorio in data 31/10/2013 (repertorio n° 1848/2013), siano rilevabili due imprecisioni.
La prima imprecisione attiene alla controdeduzione formulata dagli Spett.mi Uffici Comunali competenti in risposta all’osservazione n° 1.3 avanzata dalla scrivente Associazione.
Alla nostra richiesta di apporre un assoluto divieto alla costruzione sotto il livello del suolo di manufatti di qualsiasi genere entro l’Ambito di trasformazione n° 2 è stato controdedotto che, riportiamo letteralmente, “il progetto assentito non prevede manufatti interrati in senso lato”.
Ma quest’ultima affermazione è platealmente contraddetta dagli elaborati progettuali presentati dal committente l’opera. In particolare, nel Documento di Sintesi, descrivente il Piano Attuativo della variante all’art. 20 Norme tecniche di attuazione del Documento di Piano del P.G.T. vigente, è possibile leggere: “Il corpo a nord del lotto si sviluppa su tre piani fuori terra oltre ad un piano interrato ed avrà funzione direzionale – residenziale. … Al piano interrato si individuano 13 autorimesse e 33 posti auto. … Un vano scala/ascensore serve da collegamento tra piano terra e piano interrato” (§ 4, pag. 13). Quanto appena trascritto è confermato, semmai ve ne fosse bisogno, dalla pianta del piano interrato riprodotta nella fig. 3 (pag. 32) del medesimo Documento di Sintesi.
La seconda imprecisione da noi rilevata nel testo delle controdeduzioni, probabilmente dovuta ad un eccesso di sintesi adoperato nella trascrizione delle osservazioni presentate alla variante, è contenuta nella risposta data alla nostra osservazione n° 2.5.
Laddove, infatti, l’Associazione “Sinistra a Gussago” ha proposto alla Spett.ma Amministrazione Comunale di Gussago di imporre all’operatore proprietario dell’Ambito di trasformazione n° 2 di riasfaltare “mediante previa fresatura seguita da stesura del manto bituminoso, [la] intera larghezza della carreggiata nei tratti di strada pubblica che saranno interessati dalle opere di scavo necessarie a posare i sottoservizi collegati ai nuovi edifici realizzati nell’Ambito”, gli Spett.mi Uffici Comunali competenti hanno controdedotto che simile richiesta è già, citiamo testualmente, “contemplata nell’ordinaria attività disciplinata dai provvedimenti amministrativi di rito”.
A parere di chi scrive, tuttavia, tale ultima risposta non ha tenuto in adeguato conto i profili qualificanti della nostra osservazione. Gli ordinari provvedimenti amministrativi di rito ai quali la risposta si riferisce si limitano, solitamente, ad imporre agli esecutori di scavi sulla pubblica via di riasfaltare le arterie stradali danneggiate dagli scavi, per lo più senza ulteriori precisazioni. A nostro giudizio, al contrario, i numerosi casi di strade il cui manto di copertura, a seguito di interventi di scavo, viene lasciato in condizioni penose pur dopo approssimative operazioni di riasfaltatura (si vedano, a titolo esemplificativo, i più recenti lavori compiuti in via Mandolossa ed in via Trieste) consiglierebbero all’Amministrazione Comunale di pretendere da ciascun operatore un più particolareggiato ed ampio intervento di ripristino integrale delle arterie stradali pubbliche interessate da opere di scavo.
Per questo la nostra Associazione si è permessa di avanzare la proposta di introdurre a carico della Spett. Ditta “f.lli Arici”, attuatrice del progetto di urbanizzazione dell’Ambito di trasformazione n° 2, l’obbligo di eseguire, a conclusione degli interventi di scavo, la riasfaltatura completa delle vie pubbliche interessate da detti interventi, per un’estensione pari all’intera larghezza della carreggiata (in modo da non lasciare pericolosi ‘gradini’ sul manto di scorrimento) e con una previa fresatura dello strato bituminoso esistente (in modo da evitare il frequente rapido deterioramento dei nuovi strati di asfalto frettolosamente stesi sul manto già presente).
Chi scrive spera che quanto precisato sopra possa contribuire, se non ad un ripensamento integrale della decisione deliberata dal Consiglio Comunale nella seduta del 30 ottobre scorso, per lo meno ad un accoglimento degli aspetti maggiormente caratterizzanti l’osservazione avanzata dall’Associazione “Sinistra a Gussago” in merito alla variante al Piano Attuativo del comparto “Caporalino”.
La scrivente Associazione vuole infine cogliere l’occasione per rivolgerVi cordiali saluti ed un augurio di buon proseguimento di lavoro.

f.to La Presidente dell'Associazione "Sinistra a Gussago"

2 commenti:

guido ha detto...

Ho letto il vostro "Segnali di fumo" Se mi è permesso un commento a "Benvenuti nel paese delle ruspe"
Qualcuno mi sa dire se nel bresciano esiste davvero un paese per il quale non si possa tranquillamente usare lo stesso "Benvenuto"? Fino a che il territorio servirà per fare cassa non ci si illuda che qualcosa possa cambiare. Vi sarà sempre una emergenza a cui far fronte per cui giustificare il consumo di ciò che resta. I nuovi servizi indotti da consumo verranno poi realizzati a debito (con mutui)

Anonimo ha detto...

Stimato Sig. Guido, mi pare giusto innanzitutto ringraziarla per aver letto con attenzione il nostro 'giornalino' e per aver voluto condividere con tutti i lettori e tutte le lettrici del nostro blog la sua riflessione sul tema della politica urbanistica attuale. Premesso che pure i debiti vanno pagati e che il loro pagamento è comunque destinato ad essere finanziato anch'esso attraverso la svendita del territorio (o di altri beni comuni appartenenti alla cittadinanza), l'obiettivo ultimo di qualsiasi saggia Amministrazione - a nostro modesto parere - dovrebbe consistere proprio nell'interruzione del cortocircuito innescatosi fra il consumo di territorio per il reperimento di risorse, da un lato, e, dall'altro, la necessità di reperire sempre maggiori risorse per soddisfare i bisogni di una popolazione residente via via crescente proprio in conseguenza dell'urbanizzazione continua di nuove aree verdi. E' questo il nostro auspicio. E' questo lo sforzo che pretendiamo sia fatto da chi ci amministra, pure a livello locale. Mi permetto inoltre di avanzare un dubbio: è difficile credere che il rilascio di permessi di costruzione possa servire a raccogliere i fondi per affrontare quelle che lei definisce "emergenze". Il tempo richiesto, giustamente, dall'espletamento dell'iter procedurale volto al rilascio del titolo abilitativo a costruire è troppo dilatato per consentire a chi viva una situazione emergenziale di attenderne la conclusione. Le risorse richieste per risolvere contingenze urgenti e imprevedibili non potranno certo mai provenire dalle politiche urbanistiche, almeno spero.

Raucci Francesco