lunedì 17 febbraio 2014

One billion rising



Brescia, 400 donne per dire ‘no’ alla violenza

Anche Brescia ha partecipato all’evento mondiale per dire “no” alla violenza di genere. Circa 400 donne sono state protagonista del flash mob “One billion rising”, ideato e promosso a livello globale da Eve Ensler, autrice de “I monologhi della vagina”, in solidarietà con le donne di tutto il pianeta vittime di violenza, e promosso a livello locale dai comitati Vday Brescia e Vday Bassa Bresciana.
Giovedì 14 febbraio alle 18 la manifestazione ha preso il via da  P.zza Garibaldi e si è poi snodata lungo corso Garibaldi, via Pace, corso Martiri della Libertà. A ritmo di musica, sulle note di “Break the chain” e battendo le mani, hanno gridato“Stop” allo stillicidio di abusi e soprusi di cui ogni giorno, è vittima una donna su tre. All’evento hanno preso parte anche diversi uomini, solidali con gli scopi della manifestazione.


“V-Day”, il movimento globale per porre fine alla violenza contro donne e bambine, insieme alla campagna “One Billion Rising”, hanno lanciato la campagna UN MILIARDO PER LA GIUSTIZIA (ONE BILLION RISINGFOR JUSTICE).
La campagna trae la sua forza dall’energia e dall’impeto civile creatisi nel 2013, quando un miliardo di attivisti in 207 paesi si sono uniti per sollevarsi, scioperare, danzare, per porre fine alla violenza contro donne e bambine. Quest’anno, i gruppi promotrici dell’iniziativa hanno voluto concentrarsi sulla questione della giustizia per tutte le donne sopravvissute alla violenza di genere e sui metodi per porre fine alla dilagante impunità che prevale a livello globale.
UN MILIARDO PER LA GIUSTIZIA (ONE BILLION RISING FOR JUSTICE) ha chiamato le donne e gli uomini di tutto il mondo a riunirsi pacificamente il 14 febbraio 2014 davanti ai luoghi in cui abbiamo il diritto di ottenere giustizia: tribunali, stazioni di polizia, uffici governativi, tribunali militari, ambasciate, luoghi di culto, istituti o semplicemente luoghi di riunione pubblici in cui le donne meritano di sentirsi al sicuro ma dove troppo spesso non lo sono.
La campagna attesta la consapevolezza dell’impossibilità di porre fine alla violenza contro le donne senza analizzare l’influenza esercitata dalla povertà, dal razzismo, dalla guerra, dal disprezzo dell’ambiente, dal capitalismo, dall’imperialismo e dal patriarcato. L’impunità si trova nel cuore di queste forze interagenti.
«Molti dei nostri sostenitori ci hanno scritto per dirci che quest’anno volevano andare oltre, andare più in profondità, affrontare la questione dell’impunità e della mancanza di responsabilità da parte delle istituzioni, quali fattori significativi nella perpetuazione della violenza contro le donne. UN MILIARDO PER LA GIUSTIZIA (ONE BILLION RISING FOR JUSTICE) chiama le sopravvissute, e coloro che le hanno aiutate, a infrangere il silenzio – con azioni di rottura, atti politici, atti creativi – attraverso l’arte, la danza, le processioni, i rituali, con canzoni, parole, testimonianze e altre modalità che meglio esprimano il loro senso di ribellione, i loro bisogni, i loro desideri e la loro gioia» ha affermato Eve Ensler, fondatrice del “V-Day” e di “One Billion Rising”.
«In concomitanza con questo lancio sono felicissima di annunciare che Monique Wilson – da 15 anni straordinaria attivista del “V-Day”, la donna che ha letteralmente ispirato tutte le 7000 isole delle Filippine a sollevarsi e a danzare – si unisce a noi come capo della campagna Un miliardo per la giustizia».


«Le nostre storie sono state sepolte, negate, cancellate, alterate e minimizzate da sistemi patriarcali che permettono all’impunità di regnare» ha affermato Monique Wilson, direttrice di “One Billion Rising”, attivista e attrice. «La giustizia comincia quando parliamo della verità, quando la liberiamo e riconosciamo, in uno spirito di solidarietà e di comunità. UN MILIARDO PER LA GIUSTIZIA è un invito a liberarci dalla prigionia, dagli obblighi, dalla vergogna, dalla colpa, dal dolore, dalla sofferenza, dall’umiliazione, dalla rabbia e dalla schiavitù. La via verso la giustizia comincia con il riconoscere come alla violenza venga permesso di esistere e di perpetuarsi, denunciando quali sono i luoghi in cui il patriarcato endemico e la misoginia istituzionalizzata creano una barriera che impedisce alle donne sopravvissute di ottenere una vera giustizia».

Nessun commento: