Anche Brescia si mobilita contro le ultime 'sforbiciate' all’istruzione della Regione Lombardia, firmati dal governatore leghista Roberto Maroni sul finire di febbraio. Mercoledì 26 marzo dalle ore 18 è infatti prevista un’assemblea pubblica che già si preannuncia infiammata, negli spazi del liceo De Andrè di Via Bonino Bonini.
Sul piatto della contestazione una a dir poco ‘sospetta’ gestione dei fondi della cosiddetta “dote scuola”, strada in realtà già tracciata dalla precedente giunta Formigoni. Sono stati esclusi dalla dote, e dunque dal contributo che ‘copre’ parte delle spese, le scuole primarie statali e i primi tre anni delle superiori.
L’indignazione cresce quando si viene a sapere che dalla dote non sono escluse le scuole paritarie, e quindi le private ‘convenzionate’, né tanto le famiglie con un reddito ISEE che può arrivare fino a 38mila euro.
Una discriminazione bella e buona, tuonano le famiglie. Che già si preparano ad istituire un coordinamento per una prossima raccolta firme provinciale, per chiedere a gran voce “una ridistribuzione più equa dei fondi regionali”.
“Altro che 'Prima al Nord' – spiegano ancora i genitori – a noi sembra che Maroni la sua scelta l'abbia fatta. Quella di dare 'prima ai ricchi'".

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