martedì 4 marzo 2014

Nuove famiglie, uguali diritti



Libertà & Giustizia ha aderito alla campagna "Nuove famiglie. Uguali diritti" per chiedere al Comune  di Brescia di estendere il welfare cittadino garantito alle coppie coniugate anche alle coppie legate da vincoli affettivi, se nelle medesime condizioni socio-economiche.
Questo avviene già in 165 comuni, tra cui Milano e Torino. L’iter della proposta è stato bloccato da un “Comitato di valutazione” con motivazioni che riteniamo esorbitino dai suoi compiti. 
Le associazioni che sostengono l’iniziativa stanno organizzando incontri per sensibilizzare la popolazione sul tema dei diritti di tutti.
L&G ha organizzato un incontro che si terrà il
18 marzo ore 18 salone Buozzi (Camera del Lavoro).


Coppie di fatto, riparte la mobilitazione
Tre strade possibili: ricorso al Tar, partecipazione della cittadinanza e coinvolgimento dei consiglieri. Già programmati i primi eventi.

Bresciaoggi 3.3.2014  Le coppie coniugate pagano le tasse comunali come quelle non sposate. Quelle delle persone strette da vincolo affettivo e non matrimoniale sono situazioni che si trovano tanto a destra quanto a sinistra e solo in minima parte riguardano coppie omosessuali. Bastano questi due presupposti per bollare come «inammissibile che un comitato di valutazione, non eletto, composto da cinque giuristi, espropri il Consiglio Comunale della sua prerogativa di amministratore e di gestore politico; così come non è giusto che venga bloccata la partecipazione». Ad affermarlo è Luca Trentini di “Arcigay”, una delle venticinque realtà che fa parte del Comitato “Nuove famiglie, uguali diritti”.
Il Comitato reagisce con forza all'indomani della pronuncia di non ammissibilità della sua proposta di delibera d’iniziativa popolare per il riconoscimento e la garanzia delle famiglie di fatto e il sostegno alle nuove forme familiari. Come reso noto anche da “Bresciaoggi”, l'iter tecnico prevedeva la valutazione della proposta, depositata il 23 dicembre con il supporto di 328 firme, da parte di un comitato di giuristi, che ha dato il suo giudizio negativo. Ma non all'unanimità: l'avvocato Francesco Maniscalco ha espresso alcuni distinguo dai suoi colleghi (gli avvocati Carlo Dall'Asta, presidente del comitato, Carmela Nicosia, Gustavo Orlando, Massimo Cotimbo) pretendendo che si mettessero a verbale.
IN UN INCONTRO con la stampa il Comitato “Nuove famiglie, uguali diritti” ha denigrato la bocciatura e il comportamento dei giuristi «che avrebbero dovuto darci suggerimenti per agevolarci, invece hanno assunto un ruolo politico», ha osservato Trentini.
Ma il Comitato non si arrende, anzi rilancia: «Scavalcheremo il muro eretto tra noi e il Consiglio, restando aperti al dialogo» ha precisato Laura Mentasti di “Famiglie Arcobaleno”, indicando «le tre strade che intendiamo percorrere: giudiziaria, valutando ricorsi al Tar o ad altri organi giurisdizionali; partecipativa, con un nuovo percorso di coinvolgimento della città; ma anche politica, cercando l'interlocuzione con tutti i consiglieri, non solo con quelli dei tre gruppi che si sono uniti al nostro Comitato». Posizione subito ripresa dalle consigliere comunali di due dei tre gruppi politici che partecipano al Comitato (Al lavoro con Brescia, Movimento 5 Stelle e Brescia per passione) Laura Gamba, Donatella Albini e Francesca Parmigiani. «È in gioco la cultura politica che ha il compito di disinnescare errori argomentativi commessi sul piano della cultura giuridica» ha aggiunto Albini, esortando i partiti alla discussione e ad un repentino passaggio in Consiglio. Nel frattempo si attivano con la promozione di eventi e dibattiti le forze politiche e le associazioni che già hanno preso posizione favorevole (oltre a quelle già citate ci sono Cgil, Agedo, Pianeta Viola, Arci, Brescia per Civati, Caffè Letterario Primo Piano - Casa delle donne, Colori e Sapori, Consultorio familiare onlus di via Volturno, Donnenellacrisi, Gruppo 2009, Libertà e Giustizia, MaschilePlurale, Movimento Green Italia, Noi siamo Chiesa, Residenza Idra Teatro Inverso, Rifondazione Comunista, Se non ora quando?, Sinistra Ecologia e Libertà Brescia e Valtenesi): l'8 e il 9 marzo eventi al teatro Idra e il 18 un dibattito alla Camera del Lavoro promosso da Libertà e Giustizia sulla questione, ha illustrato Gisella Bottoli, «dell'Italia fuori legge nel rispetto per le famiglie di fatto e sull'idea che riconoscere le scelte affettive sia una questione pubblica e non privata».

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