sabato 5 aprile 2014

Manifestazione nazionale contro precarietà e austerity

SABATO 12 APRILE
MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA
CONCENTRAMENTO ORE 14.00 PORTA PIA

- NO TROIKA!
- CONTRO LE POLITICHE DI AUSTERITA’ E CONTRO LA PRECARIETA’!

PERCHE’ I DIRITTI SI CONQUISTANO A SPINTA…
ASSEDIAMO il governo Renzi! Ribaltiamo il “Jobs Act”!
PER UNA SOLA GRANDE OPERA: CASA – REDDITO – DIGNITA’ PER TUTT*!

LA PRIMAVERA DEI MOVIMENTI SOCIALI.
RIPARTIAMO DA PORTA PIA.
ASSEDIO ALLE RISORSE E ALL’AUSTERITY:
CASA, REDDITO E DIGNITA’ PER TUTTE E TUTTI.

Rifondazione Comunista, Centro Sociale 28 maggio, Sinistra Anticapitalista e Ross@ organizzano un pullman
Partenza alle ore 5.00 dal Centro Sociale di Rovato in via Europa 54 e alle ore 5.30 dal Piazzale Iveco di via Volturno a Brescia
Per le iscrizioni telefonare ai seguenti numeri: 0302411021 (ore 15.30-18.30) - 3456528718 - 3472548776
Come contributo al noleggio del pullman si chiedono 20 euro

Anche il Centro sociale autogestito Magazzino 47 organizza un pullman per chiunque voglia partecipare alla manifestazione nazionale. L'appuntamento sarà sabato 12 aprile alle ore 5.00 di fronte al CSA Magazzino47 (via Industriale 10, Brescia).
Per prenotare posti sul PULLMAN chiama Radio Onda d’Urto al 030-45670
La sottoscrizione è di 20 euro a persona, andata e ritorno.
 
Le giornate del 18 e del 19 Ottobre 2013 hanno rappresentato un importante punto di partenza di un percorso che ha notevolmente rafforzato le lotte nei territori. La volontà di rilanciare, proprio a partire dalla grande ricchezza dei conflitti prodotti, un’agenda indipendente e viva, ha trovato nell’assemblea di oggi il consenso di tutti e tutte. In particolare, le differenti esperienze sociali e lotte che hanno prodotto la sollevazione autunnale vogliono misurarsi, assumendosi fino in fondo tutte le responsabilità del caso, con la costruzione di uno spazio comune di conflitto in grado di andare nuovamente allo scontro con le politiche di austerity dettate dall’Unione Europea e dalla Troika ed eseguite dai governi nazionali.
La piazza meticcia di Porta Pia ha espresso un metodo e delle pratiche dalle quali non si può e non si deve più arretrare. Partendo anche da questa considerazione, prende corpo la proposta di una manifestazione nazionale a Roma per il 12 Aprile prossimo. Un corteo che torni ad assediare i palazzi del potere, ponendo sempre con maggiore forza ed incisività il tema dell’uso delle risorse, accanto a quello, centrale, del reddito.
La gestione del denaro e del reddito (che approfondiremo come discorso politico comune e proposta di pratiche già nel convegno di Bologna del 15 Febbraio), saranno al centro delle mobilitazioni e delle lotte che, sin dalle prossime settimane, costruiranno la manifestazione del 12 Aprile e la successiva contestazione al vertice europeo sulla disoccupazione giovanile previsto nei prossimi mesi, forse nel mese di Luglio. I movimenti di lotta per la casa, student*, precar*, migrant*, lotte territoriali, resistenze operaie, sindacati conflittuali, centri sociali dentro questo percorso multiforme e comune, intendono realizzare l’accumulo di forze necessario a rovesciare un modello di sviluppo basato sempre più sul lavoro precario, sulle privatizzazioni, sullo sfruttamento, la devastazione dei territori, il saccheggio dei beni comuni. Questo modello trova nell’ Expò di Milano una rappresentazione plastica di come attraverso il governo della crisi si voglia imporre a tutti e tutte, in maniera sempre più pesante e totalizzante, le leggi del mercato e del profitto. Dentro questo ragionamento la proposta di Jobs Act, avanzata da Matteo Renzi e dal PD, rappresenta una dura riproposizione della precarietà e dello sfruttamento come unico orizzonte possibile. Come pure l’accordo sulla rappresentanza sindacale raggiunto tra Confindustria e CGIL , CISL e UIL, testimonia l’instaurazione di un vero e proprio regime autoritario sui posti di lavoro, con la negazione di qualsiasi spazio di agibilità e la soppressione stessa della voce dei lavoratori e delle lavoratrici. In generale, appare necessario soprattutto determinare una rottura netta con il ricatto posto in essere attorno alla questione della produttività e della presunta possibilità di generare nuovi posti di lavoro. Ricatto che spinge le nostre vite a piegarsi, in una spirale senza fine, agli interessi dell’impresa e del capitale e dal quale dobbiamo sottrarci attraverso nuovi sentieri e pratiche di riappropriazione. In questo quadro, risulta inoltre necessario andare oltre la guerra tra poveri tra lavoro dipendente e piccolo lavoro autonomo, rovesciando il discorso imposto dall’alto, per una tassazione dei grandi patrimoni e della rendita finanziaria e immobiliare.

La caratteristica meticcia dei nostri percorsi, il protagonismo diretto dei migranti e dei rifugiati, oltre e contro qualsiasi logica buonista ed assistenziale, trova una sua forte espressione nelle lotte per la chiusura dei Cie e dei Cara, per la libertà di movimento e la rottura di qualsiasi legame fra soggiorno e lavoro, per l’uguaglianza ed i diritti contro ogni forma di razzismo e fascismo. La manifestazione del 15 Febbraio per la chiusura di Ponte Galeria, quella del 16 Febbraio contro il CARA di Mineo e le iniziative del primo Marzo diventano, così, tappe costituenti della nuova sollevazione e dei percorsi di trasformazione del nostro presente. La cancellazione della legge Bossi - Fini e della Turco - Napolitano rappresenta un elemento di programma altrettanto decisivo come la garanzia del reddito, il diritto alla casa, la ri -pubblicizzazione dei servizi essenziali. Verso la manifestazione del 12 Aprile e le successive mobilitazioni, si deve attuare un processo di lavoro condiviso e comune che allo stesso tempo valorizzi e dia nuovo impulso alle lotte ad ai processi di riappropriazione.

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