mercoledì 27 dicembre 2017

A Natale imperversa lo sfruttamento del lavoro nella Grande Distribuzione


Contro il lavoro nei giorni festivi martedì 26 dicembre i militanti del centro sociale Magazzino 47 di Brescia hanno messo in una azione di protesta all’ Outlet Franciacorta di Rodengo Saiano, cattedrale dello shopping bresciano:
NEI GIORNI FESTIVI OGNUNO/A FA QUEL CHE GLI PARE… MA NON SI VA A LAVORARE!
Solidarietà ai lavoratori della grande distribuzione e non solo, come i commessi e le commesse de Il Leone Shopping Center e del Outlet Franciacorta Village, costretti a lavorare durante le festività e ricattati se scioperano!
Nelle ultime settimane, in seguito a una lettera di protesta firmata da una buona parte dei lavoratori e delle lavoratrici dell’Outlet Village Franciacorta, ha fatto molto discutere l’imposizione del lavoro nei giorni festivi.
La decisione dei dirigenti di Outlet di aprire le porte del centro commerciale anche il 26 dicembre, giorno di S. Stefano e dunque festivo, purtroppo, è solo una delle troppe espressioni delle condizioni inaccettabili cui sono sottoposti gran parte dei lavoratori e delle lavoratrici in Italia. Nei centri commerciali (di cui sono piene la nostra città e la nostra provincia e la maggior parte dei quali sempre più spesso apre i negozi nei giorni festivi), ma anche nei negozi del centro storico, nei supermercati, nei negozi delle grosse catene commerciali, nei fast-food, negli hub della logistica e nelle fabbriche. Così come il lavoro straordinario nei giorni festivi non riguarda solo le feste natalizie o, in generale, religiose, dal momento che ormai sembrerebbe normale lavorare anche il 25 aprile, il 2 giugno e addirittura il Primo maggio (festa dei lavoratori)!
Questo perché le leggi contro i diritti e gli interessi dei lavoratori e delle lavoratrici, prodotte dai governi degli ultimi anni, hanno reso normale che non ci siano i giorni di riposo, che non ci siano le ferie, che gli straordinari siano obbligatori e che non ci si possa nemmeno lamentare perché senza l’articolo 18 il capo può licenziare come e quando gli pare.
Questo perché gli stessi politici dicono che siccome c’è tanta disoccupazione, quando si trova un lavoro bisogna ringraziare e accettare paghe da fame (quando le paghe ci sono!), orari insostenibili, contratti farlocchi e assenza di qualsiasi diritto a una rappresentanza sindacale. Altrimenti si è lazzaroni, sfaticati, schizzinosi.
Dicono che siccome dopo tutti questi anni di crisi c’è bisogno di una ripresa, allora dobbiamo fare tutti dei sacrifici… Ma i contratti precari, i turni massacranti e l’assenza di diritti arricchiscono il datore di lavoro… Non la collettività!
Portiamo la nostra solidarietà ai lavoratori e alle lavoratrici dell’Outlet Franciacorta, di tutti i centri commerciali e di tutti i luoghi di sfruttamento


Venerdì scorso, a 4 anni dalla scadenza del contratto nazionale, la lavoratrici ed i lavoratori delle aziende aderenti a Federdistribuzione e alla cooperazione hanno scioperato in tutta Italia.

A Brescia si è svolto un corteo partito dal centro commerciale le Rondinelle che poi ha raggiunto il centro commerciale Elnos di Roncadelle. Qui i lavoratori hanno tenuto un presidio volantinando i clienti sino alle ore 12.

Le organizzazioni sindacali denunciano il comportamento di Federdistribuzione e della cooperazione che contrariamente a Confcommercio da 4 anni si rifiutano di rinnovare i contratti.

L’assurdo e che ci sono lavoratori che svolgono le stesse attività le stesse mansioni (vedi Lidl, Eurospin, Rossetto, Mercatone, Gigante, ecc) che da 3 anni hanno rinnovato il contratto, mentre altre (Ikea, Bennet, Auchan, Esselunga, Coop ecc) non lo hanno fatto e non lo vogliono fare. Negando così ai lavoratori la possibilità di vedere migliorate le proprie condizioni di lavoro.


Mobilitazione di lavoratori e lavoratrici Ikea il 15 dicembre a Roma (con sciopero), Torino e Brescia (con presidi per tutta la giornata). “In questi ultimi giorni – si legge nella nota di Flaica Cub Uniti, che ha indetto l’iniziativa assieme al sindacato di base SGB – stiamo assistendo ad una escalation di licenziamenti di persone con limitazioni lavorative, disabili o con figli invalidi che probabilmente non essendo piu performanti secondo gli “standard Ikea” vanno eliminati dall’azienda: MARIKA Ikea Corsico, FILIPPO Ikea Anagnina, FRANCESCA e CLAUDIO Ikea di Bari, MAURO e LUCA, di cui i Tribunali di Milano e di Monza hanno dichiarato illegittimi i licenziamenti e disposto l’immediato reintegro che l’azienda Ikea non ha effettuato. Basta con il principio del colpirne uno per “educarne” cento. Esprimiamo il nostro dissenso, i dipendenti ikea che attraversano momenti di difficoltà non possono essere trattati senza rispetto”.

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