Muore sul lavoro per il crollo di un muro
TRAGEDIA A MANERBA. L'incidente si è verificato ieri mattina in un cantiere dove si sta costruendo una villetta unifamiliare. Inutili i soccorsi al lavoratoreNulla da fare per un muratore di 34 anni di Castelcovati: stava togliendo l'armatura alle fondamenta di una casa
Una fine atroce, una tragedia consumata quasi in silenzio in un cantiere edile vista lago. Una operazione che, da muratore e carpentiere esperto, aveva fatto probabilmente decine di volte, un lavoro in sè non particolarmente pericoloso come togliere le gabbie realizzate per contenere le fondamenta di una casa. Invece il muro costruito di fresco ha improvvisamente ceduto e lo ha travolto senza lasciargli scampo. È morto così, ieri mattina alle 10, in un cantiere di Manerba del Garda il 34enne Aldo Cinquini. Nato a Chiari, viveva a Castelcovati con la moglie Elisa, la donna che ieri, qualche ora dopo il dramma, ha raggiunto il cantiere per vegliare il corpo del marito. Tutto è successo in pochi istanti, senza che ci fosse il tempo per evitare la tragedia. Aldo Cinquini, con un altro muratore più giovane, stava lavorando alle fondamenta di una villetta unifamiliare in via Mazzini, in un'area con vista sulla Rocca di Manerba e il lago. Nel disarmare una parete in cemento, questa gli è crollata addosso colpendolo dal torace in giù. Forse la pioggia di questi giorni, che ha reso il terreno sottostante meno compatto del solito, forse una distrazione o una manovra non convenzionale, certo è che il muro di cemento, non appena tolte le assi che lo tenevano assemblato al resto delle fondamenta, ha ceduto di schianto travolgendo l'uomo. Subito è scattato l'allarme: alle 10.08 dall'eliporto dell'Ospedale civile si è alzato in volo l'elicottero con una equipe di rianimazione, mentre in via Mazzini arrivavano i vigili del fuoco e le ambulanze dell'ospedale di Desenzano e dei volontari del Garda, anche perchè una prima segnalazione parlava di due persone rimaste coinvolte nel crollo della parete (oltre alla vittima l'altro muratore 18enne che stava lavorando con lui). Arrivati in via Mazzini, i soccorritori hanno scoperto che sotto il muro era finito un solo operaio (l'altro si trovava distante e pur sotto choc ha rifiutato il ricovero), ma per lui non c'era più nulla da fare, le lesioni da schiacciamento erano state troppo gravi e Aldo Cinquini era morto sul colpo. Il cantiere è condotto dalla Martini Costruzioni di Pralboino, ma i lavori per le fondamenta erano seguiti dalla Bz Costruzioni di Castelcovati, la ditta per la quale lavorava il 34enne deceduto. Il suo corpo è stato coperto con un lenzuolo e ricomposto accanto al muro crollato. È toccato, poi, alla polizia locale della Valtenesi affiancata dai tecnici dell'Asl ricostruire la dinamica dell'incidente e al dottor Mario Restori, dell'Istituto di medicina legale di Brescia, stabilire le cause del decesso, che verranno approfondite nell'esame necroscopico che sarà disposto, come vuole la prassi, dalla Procura della Repubblica. Intanto davanti al cantiere di via Mazzini sono arrivati i genitori e la moglie di Aldo Cinquini, tra lacrime e disperazione hanno potuto solo attendere la fine dei rilievi e farsi spiegare la dinamica dell'incidente. Un fatalità (fatalità?!) per quello che le statistiche contano come il 15esimo morto sul lavoro nella nostra provincia da gennaio.

Nessun commento:
Posta un commento