Nel corso della discussione sviluppatasi nel Consiglio Comunale del 19 febbraio scorso, riguardante la concessione della garanzia fidejussoria a favore del “Richiedei”, il Sindaco Bruno Marchina ha impartito ai presenti la sua personale spiegazione della scelta, effettuata quasi dieci anni or sono, di trasformare l’ex Opera Pia gussaghese in una Fondazione di diritto privato e non, come sarebbe stato secondo noi più opportuno, in un Ente sanitario di diritto pubblico ossia, per dirla correttamente, in un’Azienda di servizi alla persona.
Il nostro tre-volte-Sindaco è tornato sui motivi che, a suo dire, nel 2003 lo condussero alla decisione di avallare la privatizzazione dell’Ospedale dei gussaghesi.
Ai consiglieri comunali ed al pubblico il prof. Marchina ha addotto sostanzialmente due ragioni a sostegno di quella opzione (che i fatti hanno poi dimostrato essere nefasta per il “Richiedei”). Secondo le sue affermazioni, il mantenimento del “Richiedei” in mano pubblica avrebbe provocato, in primo luogo, un’esautorazione totale dei rappresentanti delle Istituzioni locali (cioè, a quei tempi, il Marchina medesimo) da qualsiasi forma di controllo sull’Opera Pia ed, in secondo luogo, il divieto per quest’ultima di continuare a fornire alla cittadinanza prestazioni di carattere prettamente sanitario.
Orbene, poiché nessuno dei consiglieri comunali partecipanti a quella riunione del Consiglio ha ritenuto di chiedere delucidazioni sul punto o, men che meno, di contraddire il nostro Sindaco e poiché le parole da questi pronunciate in quel frangente non ci avevano del tutto convinto, abbiamo dato un rilettura veloce alle disposizioni della legge regionale n. 1 del 2003, che impose la riforma delle Istituzioni di Pubblica Assistenza e Beneficenza, tra cui, appunto, l’O.P. “Richiedei”.
Alla luce del dettato normativo, ci spiace dover smentire le affermazioni del nostro primo cittadino.
Infatti, se nel 2004 il “Richiedei” fosse stato tramutato in Azienda pubblica di servizi alla persona – come caldeggiato da molti a quei tempi – esso sarebbe stato amministrato da un Consiglio composto da cinque persone, di cui due comunque nominate dal Comune di Gussago (art. 8 L.R. n. 1/2003). Certo, il nostro Sindaco avrebbe dovuto rinunciare alla nomina di tre amministratori, mentre attualmente lo Statuto del “Richiedei” gli affida l’esclusiva sulla scelta di quasi tutti i sette membri del C.d.A. (vale la pena ricordare la recente “concessione” di una poltrona al rappresentante designato dall’Amministrazione comunale di Palazzolo). Certo, il nostro Sindaco avrebbe dovuto rinunciare al potere – questo niente affatto affidatogli dallo Statuto – di determinare a piacimento le sorti dei Consigli di Amministrazione dell’Opera Pia, elevando e spodestando Presidenti a seconda delle convenienze e delle simpatie personali.
Altrettanto approssimativa si è dimostrata la seconda spiegazione esposta dal nostro primo cittadino a giustificazione della privatizzazione dell’Ospedale dei gussaghesi. In nessun testo della vigente normativa regionale lombarda, infatti, trova spazio una norma qualsiasi che avrebbe vietato al “Richiedei”, laddove mantenuto pubblico, di erogare alla popolazione prestazioni sanitarie. Al contrario, esso avrebbe partecipato “… alla realizzazione del sistema sociale e sociosanitario …” ed “… alla programmazione delle attività sociali, sociosanitarie ed educativo formative …” (art. 2 L.R. 1/2003), avrebbe tranquillamente continuato a perseguire “… finalità di rilevanza sociale e sociosanitaria …” (art. 7, ibidem), avrebbe dovuto statutariamente proseguire nello svolgimento di “… attività sociali, sociosanitarie o educative nei settori: a) assistenza sociale e sociosanitaria; b) assistenza sanitaria integrata; c) beneficenza; d) istruzione; e) formazione …” (art. 10 Reg. Regione Lombardia n. 11/2003).
È pur vero che la saggezza popolare insegna a non piangere sul latte versato, tuttavia – oltre al necessario dovere di ripristinare la correttezza dei fatti e delle norme – a questo punto sarebbe del tutto legittimo soddisfare la curiosità su quali siano stati i reali e concreti fattori che abbiano spinto dieci anni fa i responsabili dell’Opera Pia e l’Amministrazione comunale di Gussago (ora come allora guidata dal prof. Marchina) a privatizzare il “Richiedei”, aprendo così la strada al suo devastante declino.

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