alla c.a. dell’Ufficio Segreteria e Protocollo
e p.c. alla c.a. del Prof. Bruno Marchina, Sindaco
Comune di Gussago (Brescia)
oggetto: presentazione osservazioni su studio idrogeologico e idraulico torrenti Solda, Canale, Livorna, Gandovere e Mandolossa
Spett.mo Ufficio Tecnico del Comune di Gussago,
in data 23/06/2011 è stato sottoscritto, ai sensi dell’art. 15 della legge n° 241/1990, un Accordo collaborazione tra la Regione Lombardia, la Provincia di Brescia, i Comuni di Gussago, Ome, Monticelli Brusati, Cellatica, Torbole Casaglia, Passirano, Castegnato, Rodengo Saiano, Castelmella, Roncadelle e Brescia per la redazione di uno studio idrogeologico e idraulico sul bacino interessante i torrenti Solda, Gandovere, La Canale, Livorna, Mandolossa.
In data 10/02/2012 il Comune di Gussago, in qualità di Ente capofila nell’attuazione del suddetto Accordo, con la determinazione n° 54 ha provvisoriamente aggiudicato l’incarico per la redazione del citato studio idrogeologico ed idraulico al Raggruppamento Temporaneo di Professionisti Bacchi, Bonfadelli, Dallera, rappresentato dal Prof. Ing. Bacchi Baldassarre, domiciliato in via Sale n. 125/E a Gussago.
In data 08/03/2012, con determinazione n° 94, l’incarico sopra descritto è stato definitivamente affidato al già citato R.T.P. Bacchi, Bonfadelli, Dallera.
In data 4/09/2012 il Comune di Gussago, con atto pubblico n° 4014, ha materialmente dato esecuzione all’affidamento definitivo dell’incarico al R.T.P. Bacchi, Bonfadelli, Dallera.
In data 11/06/2013 il Dirigente dell’Area Tecnica del Comune di Gussago, Dr. Arch. Abeni Alessandro, ha dato pubblico avviso del deposito della documentazione relativa alla “Fase A” dello studio idrogeologico ed idraulico a scala di sottobacino idrografico dei torrenti Solda, Canale, Livorna, Gandovere e Mandolossa, studio finalizzato alla definizione degli interventi e delle azioni da intraprendere per la sicurezza del territorio posto tra la Franciacorta orientale e la città di Brescia a difesa delle frequenti piene ed esondazioni.
osservazione n° 1)
Considerato che l’obiettivo dello studio in oggetto è “l’identificazione di dettaglio delle condizioni idrodinamiche di deflusso degli eventi di piena compresi tra 20 anni (piene frequenti) e 100 anni (piene di riferimento delle sistemazioni) con attenzione a quelle di 200 anni (piene straordinarie) e 500 anni (piene catastrofiche)”;
considerato che sia il precedente, analogo studio di Bacchi, Maione, Manfredini (1996) sia il successivo studio di Rossi e Di Pasquale (2008) hanno rilevato la totale insufficienza del reticolo di drenaggio e la totale insufficienza dell’intera rete idrografica già per eventi di dieci anni di tempo di ritorno;
considerato che “le piene ‘ordinarie’, ad eccezione dei tratti più montani, non sono contenibili negli alvei” (pag. 6 della Relazione Idraulica);
considerato che “il reticolo idrografico del sistema Gandovere - Mandolossa è largamente insufficiente per contenere le portate che si possono generare dal punto di vista idrologico nei loro bacini. I danni conseguenti, quindi, non sono tanto legati alla intensità degli eventi. Anche per bassi tempi di ritorno, infatti, si hanno piccole esondazioni. I danni, invece, dipendono dai volumi delle piene. Quanto maggiori sono i volumi esondati, tanto maggiore è l’estensione delle aree allagate e il tirante d’acqua che si determina su di esse” (pag. 29 della Relazione Idrologica);
considerato che “il reticolo naturale, anche nei tratti più incassati, non è normalmente in grado di trasportare portate massime che eccedano i 15-20 anni di tempo di ritorno. Le portate trasportabili quasi ovunque sono quelle di tempi di ritorno compresi tra 5 e 10 anni. Superati questi valori iniziano, nei punti meno incisi, le esondazioni” (pag. 13 della Relazione Idraulica);
considerato che, in particolare, lungo il corso del torrente Gandovere è evidenziata la “presenza, all’incrocio tra l’asta del torrente e via Fermi ex ss. 510 Sebina Orientale, di un partitore che suddivide le portate … del corso d’acqua in due quote, teoricamente uguali … Peraltro la divisione è spontaneamente modificata dallo stato della vegetazione sul ramo sinistro e dai depositi di materiale solido, ghiaia e ramaglie, che alternativamente possono occludere uno dei due rami, oppure artificialmente modificabile dagli agricoltori ... Attualmente, ad esempio, il ramo destro è quasi chiuso dalle ghiaie accumulatesi” (pag. 4 della Relazione Idrologica);
tutto ciò considerato, la scrivente Associazione “Sinistra a Gussago” propone che:
1a) siano stanziati i fondi necessari a consentire la stesura e la successiva attuazione di un Piano decennale per la risagomatura degli alvei dei corsi d’acqua gussaghesi nei tratti attraversanti aree non urbanizzate. La realizzazione di detto piano sarà finalizzata all’aumento dei valori di portata convogliabile da ciascun corso d’acqua, tendendo al raggiungimento – ove possibile – del valore massimo di portata calcolato su un tempo di ritorno di cento anni, come illustrato dal testo e dalla tabella a pag. 13 della Relazione Idraulica (55,1 m3/s al partitore del Livorna, 96,3 m3/s al partitore del Gandovere, 50 m3/s per il Gandovere sinistro, 26 m3/s allo sbocco del Vaila, 70 m3/s per il tratto finale della Canale, 144,8 m3/s per il torrente Mandolossa in corrispondenza del bivio situato nell’omonima località). In particolare si suggerisce di procedere prioritariamente alla risagomatura degli alvei dei seguenti tratti di torrente: segmento del torrente Vaila compreso tra l’incrocio via Sale - via Vaila e lo sbocco nel Gandovere sinistro, tratto del torrente La Canale adiacente via E. Torricelli fino allo sbocco nel Gandovere sinistro, tratto del torrente Gandovere sinistro adiacente l’ex SS-510 Brescia - Iseo, almeno fino ai confini del territorio comunale;
1b) il medesimo Piano contempli la totale rinaturalizzazione dei letti dei torrenti gussaghesi, da perseguirsi anch’essa nel volgere di un decennio, mediante l’ablazione dei tratti di fondale realizzati in cemento, allo scopo di aumentare l’indice di scabrosità degli alvei e la quantità d’acqua filtrante nei terreni;
1c) nel Piano menzionato sia inserito un programma di calendarizzazione preventiva e puntuale delle operazioni periodiche di pulizia degli alvei per l’intero reticolo idrico del territorio, dando prioritaria attuazione a due interventi di rimozione dei depositi ghiaiosi: nel torrente Gandovere in corrispondenza del partitore situato all’incrocio del torrente con via E. Fermi (ex s.s. 510 Sebina orientale) e nel torrente La Canale in corrispondenza delle vasche situate immediatamente a nord ed immediatamente a sud della rotonda in località Caporalino;
1d) sia abbassata la quota alla quale è posto il letto del torrente La Canale, per tutta la lunghezza del percorso sotterraneo in corrispondenza della rotonda in località Caporalino, in misura sufficiente a consentire la pulizia dell’alveo mediante l’uso di mezzi meccanici semoventi;
1e) siano accantonate e periodicamente stanziate le risorse necessarie a permettere il censimento ed il monitoraggio costante e puntuale di tutti gli scarichi nel reticolo idrico superficiale esistenti nel nostro territorio, poiché essi, conferendo non trascurabili volumi d’acqua alle rogge ed ai torrenti, concorrono ad aumentarne la portata. Contestualmente, gli scarichi individuati quali abusivi – siano essi allo scoperto o sotterranei – dovranno prontamente essere occlusi.
osservazione n° 2)
Considerato che lo studio in oggetto dimostra la “particolare rilevanza, sia per numero sia per incidenza sulla capacità di portata complessiva dei ‘vasi’ … delle tombinature e degli impalcati dei ponti”, osserva “in ogni tratto fluviale indagato … rilevanti riduzioni della conduttanza idraulica a seguito della presenza di tali manufatti, i quali talvolta portano a decrementi estremamente importanti della portata esitabile in condizioni di sicurezza, … diminuzione avvenuta peraltro in concomitanza di un generale aumento delle portate al colmo e, soprattutto, dei volumi di deflusso superficiale, a seguito dell’espansione delle stesse aree urbanizzate, a servizio delle quali essi sono previsti”, ritiene che “queste strutture esercitino una influenza significativa sulla corrente” (pag. 7 della Relazione Idraulica);
considerato che “il torrente La Canale … presenta due limitazioni di portata significative nella parte terminale dove attraversa l’area industriale nella parte meridionale del Comune di Cellatica. In particolare, il ponte di collegamento tra via Tartaglia e via Santellone appare essere quello più gravoso” e che, per quanto attiene invece al torrente Vaila “si evidenzia particolarmente il ponte corrispondente alla sezione V30 (accesso carrabile da via Sale) che, lasciando una luce estremamente ridotta sul fondo, ha indotto fenomeni di escavazione dell’alveo. La rimozione di questi attraversamenti produrrebbe peraltro significativi incrementi della portata esitabile in questa parte del corso d’acqua” (pag. 9 della Relazione Idraulica);
tutto ciò considerato, la scrivente Associazione “Sinistra a Gussago” propone che:
2a) le Amministrazioni comunali di Gussago, Cellatica e Brescia sottoscrivano al più presto un Accordo di programma volto alla verifica della reale adeguatezza dei due ponti di attraversamento esistenti lungo la direttrice via Tartaglia (in territorio gussaghese) - via Badia (in territorio cellaticense) - via Santellone (in territorio bresciano) per procedere dunque alla demolizione di entrambi o di quello fra essi che risultasse, a seguito della verifica appena proposta, limitare in modo eccessivo la portata dei torrenti sottostanti;
2b) il Comune di Gussago verifichi la reale adeguatezza delle sezioni di tutti i ponti di attraversamento del torrente Vaila esistenti nel tratto compreso tra l’incrocio fra via Sale e via Vaila a nord e la confluenza nel torrente Gandovere sinistro a sud. Sulla base dei risultati ottenuti da tale verifica e secondo quanto determinato dal medesimo studio idrologico ed idraulico in oggetto, il Comune di Gussago dovrà eventualmente obbligare i privati proprietari degli accessi carrabili alla demolizione ed alla ricostruzione dei ponti le cui sezioni attuali siano reputate ostative al regolare deflusso delle acque e eccessivamente limitanti la portata del torrente;
2c) più in generale, il Comune di Gussago stanzi i fondi necessari all’effettuazione di una mappatura puntuale di tutti quei manufatti, esistenti sul territorio gussaghese, i quali – come espressamente ricordato dalla Relazione Idraulica – provochino significative riduzioni della conduttanza idraulica e decrementi estremamente importanti della portata esitabile in condizioni di sicurezza dei tratti fluviali. A tale mappatura dovrà far seguito un programma, da realizzarsi nel volgere di un decennio, di eliminazione e, se possibile, di adeguamento di tali manufatti.
osservazione n° 3)
Considerato che tanto il precedente studio di Bacchi, Maione, Manfredini (1996) quanto l’odierno studio idrogeologico e idraulico hanno indicato “quale area meritevole di particolare approfondimento quella posta al nodo idraulico di Mandolossa, al fine di inquadrare il problema della pericolosità idraulica in tale area”;
considerato che lo studio idrologico ed idraulico condotto dal R.T.P. Bacchi, Bonfadelli, Dallera dimostra ancora una volta come le aree più pericolose siano quelle vicino ai fiumi e come le velocità e i tiranti crescano anche fino a due volte tanto in prossimità dell’alveo, ove quindi la pericolosità è certamente sempre altissima (pagg. 3 e 7 della Stima delle Aree allagabili);
considerato che per la scelta delle aree di esondazione controllata lo studio in oggetto ha individuato in via principale le “zone che … in maniera naturale, durante un evento di piena, vengono occupate dalla esondazione; cioè le aree naturalmente prone” e che “avessero già presente in situ, un canale, una roggia o, comunque la possibilità, di garantire un possibile deflusso a gravità” (pag. 15 della Relazione Idraulica, lettere A e C);
considerato che il torrente Gandovere sinistro “trasporta, oggi, circa almeno il 60% delle portate del Gandovere e … percorre, con andamento (quasi) perfettamente rettilineo, il lato Nord Est della vecchia Sebina Orientale. Prima di raggiungere la località Mandolossa … riceve, attraverso un reticolo di colatori, le acque del T. Vaila e, anche per suo tramite, quelle delle colature dei campi gussaghesi” (pag. 4 della Relazione Idrologica);
considerato che gli artt. 30-31-32 Norme tecniche di attuazione del Documento di Piano, Piano di Governo del Territorio attualmente vigente nel Comune di Gussago, consentono edificazioni pari ad un volume totale di 88.707 m3 all’interno, rispettivamente, delle unità minime di intervento n° 1-2-3 dell’Ambito di trasformazione n° 11;
considerato che le tre unità minime di intervento sopra individuate presentano classi di fattibilità geologica di livello 4 (con gravi limitazioni, dovute proprio all’assetto idraulico e idrogeologico dei terreni), interferenze con il sistema dei canali irrigui e vincoli paesistici;
considerato che la particolare fragilità idrogeologica dell’intero Ambito di trasformazione n° 11 – attraversato da una fitta rete di rogge e dai torrenti Vaila, La Canale e Gandovere sinistro nonché storicamente e ricorrentemente esposto alla minaccia di allagamenti – è confermata, tra l’altro, dalle modifiche apportate alla convenzione della U.m.i. n° 2 dell’Ambito di trasformazione n° 11 dal punto 2 della Delibera di Giunta n° 223 del 03/12/2012;
considerato che l’art. 33 Norme tecniche di attuazione del Documento di Piano, Piano di Governo del Territorio attualmente vigente nel Comune di Gussago, consente edificazioni all’interno delle unità minime di intervento n° 1-2 dell’Ambito di trasformazione n° 12;
considerato che entrambe le unità minime di intervento da ultimo individuate presentano classi di fattibilità geologica di livello 4 (con gravi limitazioni, dovute proprio all’assetto idraulico e idrogeologico dei terreni), interferenze con il sistema dei canali irrigui e vincoli paesistici;
considerato che sia l’A.T. n° 11 sia l’A.T. n° 12 sono compresi tanto nell’area n° 5 delle Aree esondabili (cfr. Tav. AE02) quanto nelle Aree di esondo e di criticità sul reticolo idrico principale (cfr. Tav. RP02);
considerato che appare equo ridistribuire l’onere di accogliere aree di spaglio fra i proprietari dei terreni interessati dagli effetti degli eventi meteorici avversi;
tutto ciò considerato, la scrivente Associazione “Sinistra a Gussago” propone che:
3a) l’Amministrazione comunale di Gussago cancelli in toto dal vigente Piano di Governo del Territorio le previsioni edificatorie assentite per gli Ambiti di trasformazione n° 11 e 12, conseguentemente risolvendo la convenzione urbanistica già sottoscritta dal Comune di Gussago con i proponenti il progetto di attuazione dell’A.T. n° 11 u.m.i. n° 2, definitivamente approvato con Delibera di Giunta n° 154 del 17/09/2012 e successivamente modificato con Delibera di Giunta n° 223 del 03/12/2012;
3b) l’Amministrazione comunale di Gussago, in collaborazione con il Raggruppamento Temporaneo di Professionisti Bacchi, Bonfadelli, Dallera, valuti l’opportunità di destinare, in tutto od in parte, i terreni attualmente compresi negli Ambiti di trasformazione n° 11 e 12 allo spaglio delle acque in caso di esondazione controllata dei torrenti Vaila, La Canale e Gandovere sinistro;
3c) l’Amministrazione comunale di Gussago solleciti i competenti Uffici della Regione Lombardia affinché sia predisposto un progetto di adeguamento dell’alveo del torrente Gandovere sinistro aderente a via Fermi ex s.s. Sebina Orientale, finalizzato a rallentare la velocità delle acque da esso trasportato in occasione di piene.
Confidando in un favorevole accoglimento da parte dei Vostri Spett.mi Uffici delle osservazioni e proposte fin qui illustrate, l’Associazione “Sinistra a Gussago” coglie l’occasione per rivolgerVi distinti saluti.
f.to la Presidente dell'Associazione "Sinistra a Gussago"

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