Riteniamo che tale operazione rappresenti sicuramente un passaggio giusto, doveroso e inderogabile. Questo non soltanto in un’ottica di rispetto dei parametri impostici dall’Unione Europea, ma anche e soprattutto per l’inizio di un percorso formativo e virtuoso verso la comunità, su un tema così delicato e importante come quello dei rifiuti. La raccolta “porta a porta” dei rifiuti rappresenta in questo senso un primo passo verso quello che viene definito il “progetto delle 3 R” (Riduco - Riuso - Riciclo) e comporta un inevitabile cambio degli stili di vita di ciascuno di noi e una molto più accentuata sensibilizzazione nei confronti della troppo elevata produzione di rifiuti di ogni genere.
Ma proprio per questo, alla luce della piccola “rivoluzione” che ogni famiglia gussaghese dovrà apportare ai propri comportamenti, riteniamo assolutamente insufficienti, approssimative e poco trasparenti le modalità con cui l’Amministrazione Comunale ha affrontato e preparato la cittadinanza a tale evento.
Oltre al tempo decisamente troppo stretto nel quale si è deciso questo passaggio, crediamo che sia totalmente inadeguato l’intervento comunicativo fatto sul territorio. Come è normale che sia, ognuno di noi coltiva tantissimi dubbi, domande e incertezze. In un paese di quasi 18.000 abitanti come Gussago è davvero assurdo e inconcepibile pensare di risolvere la questione con sole cinque assemblee pubbliche (a molte delle quali risultava addirittura impossibile partecipare). E’ mancato un passaggio educativo più capillare, un passaggio formativo che poteva e doveva essere fatto via per via, quartiere per quartiere, con micro assemblee che oltre a poter meglio rispondere alle tante domande delle famiglie, avrebbero avuto l’indiscutibile pregio di creare un maggior coinvolgimento di tutta la popolazione. Parlando con le persone ci si rende conto di come molte di loro vivano questo passaggio come una forma penalizzante e punitiva. Una presenza e una comunicazione molto più intensa avrebbero prodotto un maggior coinvolgimento attivo e avrebbero rappresentato un passo decisivo verso la formazione di quella cultura ambientalista e sensibilità ecologica, ahimè ancora troppo latitanti in molti di noi.
Pensiamo che non sia troppo tardi per rilanciare questo “intervento educativo” e invitiamo quindi l’Amministrazione Comunale e in particolar modo l’assessore Coccoli a intervenire subito in questo senso.

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