martedì 15 ottobre 2013

Non c'è più tempo per la scuola pubblica


SCUOLA: STUDENTI IN PIAZZA, NON C’E’ PIU’ TEMPO

Mobilitazione degli studenti, l’11 ottobre scorso, in alcune decine di città italiane, per protestare contro il degrado e l’abbandono della scuola e dell’istruzione pubblica con lo slogan “Non c’è più tempo”. Gli studenti  di Uds, Rete della Conoscenza e Link, con l’appoggio della Cgil, hanno anche aderito alla manifestazione pro Costituzione indetta da Rodotà, Landini e don Ciotti.

“Da anni ormai sappiamo che il sistema scolastico Italiano è agli ultimi posti di ogni statistica OCSE, sempre più definanziato e provato da dieci anni di politiche di austerità. Non c’è più tempo da perdere con l’austerità. Mentre alla scuola pubblica ed al welfare vengono destinate poche briciole si continuano a sprecare risorse per le spese militari, le politiche di respingimento dell’immigrazione, la tutela di speculatori e dei grandi patrimoni”. L’invito è invece a far fronte alle “vere emergenze sociali”, con “il rifinanziamento totale dell’istruzione pubblica e del diritto allo studio, lottando per un cambio di rotta radicale rispetto all’attuale modello di sviluppo”.

In diverse città in corteo c’erano anche spezzoni antagonisti, in particolare nelle realtà che fanno riferimento all’area di movimento del Nordest. Cortei selvaggi, sanzionamenti antiausterity e altro ancora si segnalano a Padova, Bologna, Rimini, Reggio Emilia, Treviso, Vicenza, Trieste, Trento.

A Milano invece due gli spezzoni antagonisti che si sono mossi autonomamente rispetto alla data lanciata dall’Uds. Tensione e manganellate sotto la Provincia, blindata dalla Polizia, dov’era arrivato lo spezzone del Casc, coordinamento autonomo studentesco dei collettivi vicino a Zam, che poi è ripartito verso la Regione.

Sempre a Milano, il coordinamento dei collettivi studenteschi, vicino al centro sociale Cantiere, ha invece unito le proteste studentesche alla volontà di lanciare la mobilitazione in vista della sollevazione generale del 18 e 19 ottobre a Roma. è andato invece a occupare gli uffici del ministero delle Infrastrutture.

A Mantova invece occupato l’ufficio di collocamento. Una iniziativa che si inserisce nella tre giorni organizzata dallo spazio sociale  la Boje per riprendersi ” narrazioni, beni comuni e dignità, contro la privatizzazione della società”.

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