giovedì 7 novembre 2013

Franciacorta: pesticidi e salute

Pesticidi nei vigneti. Gli ambientalisti: «Regole blande»

Il regolamento sull'uso dei fitofarmaci c'è, ma finora non si son visti i risultati. Questo, in sintesi, il grido d'allarme lanciato dalle associazioni, i gruppi e i comitati aderenti al cartello Franciacorta pesticidi e salute. «Durante l'estate 2013 - ricorda un comunicato diffuso dal coordinamento - quasi tutti i Comuni dell'area di produzione dei vini Franciacorta Doc e docg, hanno approvato il nuovo regolamento sull'uso dei pesticidi nei vigneti. L'intento dichiarato dagli amministratori è quello di limitare i danni alla salute e all'ambiente che alcune pratiche agronomiche producono stagione dopo stagione. In particolare si intende limitare l'intossicazione chimica dell'aria, dei terreni e dell'acqua e quindi abbassare i rischi per la salute delle popolazioni residenti». Fin qui tutti d'accordo ma è all'atto pratico che si sono manifestate le divergenze, e «dopo un'intera stagione (dal novembre 2012 al giugno 2013) di incontri e discussioni, anche con i comitati e i gruppi riuniti nel cartello 'Franciacorta pesticidi e salute', il testo licenziato prevedeva solo piccolissimi passi avanti rispetto alla situazione precedente e per questo fu da noi aspramente criticato». Ora il Comitato tira le somme dopo la prima estate di applicazione del regolamento, lamentando che «molti comuni sono arrivati ad approvazione solo a cavallo della vendemmia e che non è stata nemmeno predisposta alcuna campagna informativa sulle nuove regole né per gli operatori né per la cittadinanza». Così le associazioni hanno deciso di passare all'offensiva: «Nei prossimi mesi riprenderemo contatti con l'Asl, che in definitiva non ha dato un parere sul testo finale e ricominceremo a pressare i nostri amministratori, anche durante la campagna elettorale che sta per aprirsi, cercando di rimettere al centro la tematica della tutela della salute dai pesticidi chimici usati in agricoltura. Intendiamo inoltre iniziare a dialogare con gli agricoltori che stanno già abbandonando i metodi più invasivi nel curare le loro culture, dimostrandosi più lungimiranti dei nostri amministratori».

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