lunedì 16 dicembre 2013

Torniamo ancora sul piano di urbanizzazione al Caporalino.


Il 21 novembre scorso inviammo anche alla Redazione del periodico di informazione locale a distribuzione gratuita "Il Punto Franciacorta" una lettera per rispondere ad un articolo, apparso sul numero di novembre di quel medesimo giornale, che - a nostro giudizio - non era sufficientemente entrato nel merito del progetto edificatorio in corso di realizzazione in località Caporalino.
Ci aspettavamo di poter visionare la nostra lettera, seppur magari in versione ridotta, sul numero decembrino de "Il Punto" ma, purtroppo, ciò non è stato possibile.
Per questo motivo, riproduciamo qui di seguito la versione integrale di quella nostra riflessione, sperando che possa egualmente suscitare dibattito fra le nostre concittadine ed i nostri concittadini.

Egr. Sig. Direttore del Periodico “Il Punto”,
desidereremmo con la presente replicare a quanto scritto nell’articolo intitolato “A Gussago il Centro commerciale si farà, vediamo come” a firma dell’Egr. Sig. Pierfilippo Gasparetti; articolo pubblicato a pag. 7 dal numero di novembre del mensile di informazione “Il Punto Franciacorta”.
Come Associazione “Sinistra a Gussago” siamo sempre stati più che perplessi nei confronti del progetto di urbanizzazione del comparto “Caporalino” ed, ancor prima, nei confronti del procedimento ben poco lineare che tre anni fa condusse alla sua privatizzazione mediante vendita all’asta. Asta alla quale partecipò un unico concorrente, l’impresa “f.lli Arici”, risultato aggiudicatario grazie ad un'offerta di un solo euro superiore al valore posto a base d’asta, pur essendo quest’ultimo ben superiore al reale valore di mercato stimato nell’ultima perizia fornita dagli esperti incaricati dal Comune.
Siamo stati l’unico gruppo a presentare formale opposizione alla proposta di variante poi approvata dal Consiglio Comunale il 30 ottobre, senza che alcuno dei nostri suggerimenti venisse accolto.
Proprio in merito a quest’ultimo passaggio, non possiamo che condividere l’obiezione illustrata dalla consigliera Sig.ra Rolfi, poiché sottoporre al voto del Consiglio Comunale un progetto già in pratica realizzato dall’operatore privato ha costituito a nostro parere un gesto di somma noncuranza, ai limiti del disprezzo, verso il massimo organo rappresentativo democraticamente eletto dai cittadini gussaghesi, posto in tal modo davanti al “fatto compiuto”. A questo punto ci permettiamo una domanda forse oziosa: cosa sarebbe accaduto se, per assurda ipotesi, il Consiglio Comunale avesse deciso, nella seduta del 30/10, di modificare o addirittura di bocciare la proposta di variante progettuale?
Qualche riserva intendiamo esprimere pure nei confronti delle affermazioni pronunciate dal Sindaco di Gussago, prof. Bruno Marchina, e rilanciate dal Vs. giornale.
Cercando di essere il più schematici possibile, ci sembra sia necessario, in primo luogo, puntualizzare che il progetto di urbanizzazione del comparto, “già approvato nel 2012” (per citare testualmente quanto scritto nell’articolo) dal Commissario prefettizio con delibera n° 46 del 21/03/2012, non contemplava assolutamente alcun centro commerciale né, tanto meno, alcuna grande o media struttura di vendita organizzata. Esso, al contrario, poneva limiti precisi (800 mq, se la memoria non ci inganna) alle superfici massime raggiungibili da ciascuno degli esercizi commerciali che in futuro si sarebbe potuto insediare in loco.
L’ammissione dell’insediamento in località Caporalino di un supermercato – il quarto nel raggio di poche centinaia di metri – è unicamente conseguenza della variante apportata al progetto originario per volontà della Giunta e della maggioranza consiliare di “Gussago Insieme”, forza politica la quale, fino a poco tempo fa, menava gran vanto di un provvedimento da essa assunto nel lontano 2004 finalizzato appunto ad impedire l’insediamento di medie e grandi strutture di vendita a Gussago. Quando si dice la coerenza!
Altrettanto dubbiosi ci lascia pure l’osservazione riguardante l’impatto urbanistico e la diminuzione della superficie totale delle costruzioni ormai ultimate dall’operatore privato nel comparto “Caporalino”.
Quanto alla prima questione, ci permettiamo di sostenere che l’edificazione di un monumentale capannone direttamente incombente su via Caporalino (strada di accesso a Gussago per chiunque provenga da est) non abbia certo migliorato l’aspetto estetico di un’area la quale dovrebbe costituire il “biglietto da visita” del nostro paese per chi vi giunga dalla città. Ricordiamo, per inciso, come uno dei motivi che giustificarono la vendita a privati dell’ambito già di proprietà comunale fosse proprio l’intenzione di migliorare l’assetto di quella frazione del territorio, attraverso un piano di recupero che eliminasse la struttura ivi situata del magazzino comunale, ritenuta inelegante, sebbene ben più piccola e ben più arretrata, rispetto all’asse stradale, del capannone ora realizzato.
Ma anche la diminuzione da 8mila a 6mila mq circa della superficie lorda degli edifici in corso di completamento nel comparto non ci sembra un mutamento di notevole rilievo, poiché il progetto edilizio è stato realizzato in un’area già in precedenza completamente urbanizzata, dove avevano sede il magazzino comunale prima ricordato, l’area sosta per nomadi, parcheggi e spiazzi per l’allestimento di giostre. E, finora, soltanto il primo dei servizi pubblici da ultimo elencati ha trovato una ricollocazione.
Ancora, la “assoluta coerenza dal punto di vista del programma di inserimento ambientale” tanto decantata dal Sig. Sindaco, prof. Marchina, sarebbe stata, a nostro giudizio, meglio suffragabile se gli Uffici comunali competenti non avessero deciso di escludere l’esigenza di effettuare una approfondita valutazione ambientale strategica del piano attuativo, pure dalla nostra Associazione richiesta.
Tale strumento avrebbe forse chiarito con più precisione se il progettato intervento di urbanizzazione potesse davvero risultare coerente con una situazione ambientale caratterizzata dalla sussistenza di una sensibilità idrogeologica molto alta (il lotto è delimitato a nord e ad est dal torrente La Canale, già esondato tre anni fa proprio in quella zona, ed è attraversato nel sottosuolo da una roggia intubata), dalla presenza di vincoli di tutela dei corsi d’acqua stabiliti ope legis, da flussi di traffico da e per la città capoluogo intensissimi soprattutto nelle ore di punta, con tutte le conseguenze in termini di rumorosità e di inquinamento che ciò comporta.
Proseguendo sistematicamente nella lettura dell’articolo pubblicato sul Vs. Stimato Periodico, dobbiamo confessare di essere rimasti piuttosto sconcertati nell’apprendere che qualcuno parlerebbe di un numero di alloggi in edilizia convenzionata pari a 23/25 da realizzarsi all’interno dell’Ambito del Caporalino.
In realtà, i documenti e le planimetrie, descriventi la variante progettuale proposta dal proprietario dell’area e approvata senza alcuna modifica dal Consiglio Comunale di Gussago, prevedono che nel comparto siano edificati in tutto tredici alloggi in edilizia convenzionata per una superficie totale in edilizia convenzionata pari a circa 1681 mq. A conferma di quanto sostenuto, è possibile confrontare le pagg. 13-34-35 del Documento di sintesi del progetto liberamente visionabile sul sito istituzionale del Comune di Gussago.
Potremmo dilungarci ulteriormente sui tanti altri aspetti critici secondo noi riscontrabili nell’intervento edilizio compiuto in località Caporalino, ma per non rischiare di tediarLa in maniera eccessiva  preferiamo terminare qui l’esibizione delle nostre principali contestazioni sull’argomento.
RingraziandoLa per l’attenzione che saprà certamente prestare a questa missiva e scusandosi per aver approfittato della Sua pazienza, l’intera Associazione “Sinistra a Gussago” Le rivolge i propri più cordiali saluti ed un augurio di buon lavoro.

f.to la Presidente dell'Associazione "Sinistra a Gussago"

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