lunedì 3 febbraio 2014
Ci vogliono in catene
CI VOGLIONO IN CATENE!
01 febbraio 2014 Questa mattina i migranti di Brescia si sono incatenati nel
cortile della Prefettura per denunciare la situazione intollerabile causata
dalla paralisi dello Sportello unico per l’immigrazione. I migranti non abbassano la testa e chiedono le dimissioni
della Prefetta che si è distinta in atteggiamenti discriminatori nei loro
confronti.
Di seguito il volantino che spiega le ragioni della
protesta:
Da più di un anno non siamo liberi di muoverci, di scegliere
dove stare, di pensare al nostro futuro. Siamo incatenati alla sanatoria del
2012, alla Prefettura di Brescia, alla Questura di Brescia, allo Sportello
Unico per l’Immigrazione, alla Direzione Provinciale del Lavoro. Abbiamo pagato
migliaia di euro allo Stato e non abbiamo ancora il permesso di soggiorno,
siamo stati truffati da datori di lavoro senza scrupoli e le nostre domande di
regolarizzazione vengono rigettate.
Dopo la deludente visita a Brescia della Ministro per
l’Integrazione Kyenge, che non ha preso
alcun impegno concreto, la Prefetta di Brescia ha annunciato l’ennesima
riorganizzazione dello Sportello Unico per l’Immigrazione. Il solito annuncio a
cui non sono seguiti i fatti. La condizione dei e delle migranti nella provincia di Brescia è fortemente condizionata dalla paralisi degli uffici
della Prefettura. Una paralisi che ha responsabilità politiche e istituzionali.
Per anni le istituzioni hanno aggirato il problema e rifiutato ogni richiesta
di potenziamento del servizio al fine di trovare soluzioni reali. Condizioni di
lavoro non riconosciute e precarie per i\le dipendenti e servizio
drammaticamente inefficiente hanno accentuato una situazione discriminatoria
nei confronti dei e delle migranti. Non abbiamo visto alcun intervento concreto,
alcuna volontà politica e istituzionale di risolvere i problemi che riguardano
centinaia di migliaia di migranti. Anzi i tempi delle pratiche si sono
allungati e la burocrazia viene usata in modo discriminatorio contro i/le
migranti.
Le recenti dichiarazioni della Prefetto di Brescia su un
piano di potenziamento dello Sportello Unico sono una ulteriore presa in giro.
Le abbiamo già sentite e non una volta sola. L’iter della sanatoria si è ormai
concluso in quasi tutte le province, a Brescia invece la situazione è
drammatica e non si vede la soluzione. Iniziamo a pensare che sia una sorta di
vendetta contro i/le migranti protagonisti delle lotte sulla gru, per i
permessi di soggiorno, contro gli sfratti, per migliori condizioni di lavoro.
Un vero e proprio razzismo istituzionale.
Le soluzioni ci sono e passano innanzitutto attraverso le
dimissioni della Prefetta che in questi anni ha operato sempre in modo
discriminatorio nei confronti dei e delle migranti come del resto ha dimostrato
la lotta sulla gru.
Se a Brescia c’è una situazione drammatica ci vogliono
provvedimenti straordinari come un vero potenziamento dello Sportello Unico, un
permesso di soggiorno temporaneo per tutti/e i/le migranti fino alla
conclusione dell’inchiesta della magistratura che vede coinvolti il personale e
i dirigenti dello Sportello Unico, un intervento – con un decreto o una
circolare – da parte del Ministero dell’Interno che ponga fine alle vessazioni
burocratiche che sono costretti a subire i/le migranti.
La nostra lotta non si ferma e continuerà fino
all’ottenimento dei permessi di soggiorno per tutti e tutte.
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