venerdì 21 febbraio 2014

La Valle Trompia ha davvero bisogno di un'autostrada?



«Valtrompia: l´autostrada non serve più»

Un´opera fantasma che oggi non ha più motivo di essere concretizzata, «un´eclatante presa in giro della popolazione che non si deve fare»: con questa forte espressione i rappresentanti di comitati cittadini e Comuni limitrofi, sostenuti da Sinistra ecologia e libertà, esprimono contrarietà all´esecuzione del raccordo autostradale tra la A4 e la Valtrompia. La vicenda dell´infrastruttura parte da lontano (dagli anni ´60, secondo alcuni), ma negli ultimi mesi sembrava essere giunta alla fase conclusiva. La comunicazione dell´inizio dei lavori - previsto per il luglio 2014 - è stata data dall´assessore ai Lavori pubblici provinciale, Maria Teresa Vivaldini, lo scorso dicembre, quando Anas Spa ha reso noto di aver ottenuto le aree necessarie per la realizzazione di parte del raccordo. A questo proposito, il deputato bresciano di Sel Luigi Lacquaniti ha presentato un´interrogazione ai ministri delle Infrastrutture e trasporti e dell´Ambiente e tutela del territorio.

Due sarebbero, nell´opinione di Lacquaniti, le novità intercorse da quando negli anni ´90 furono fatti i primi progetti concreti dell´opera. «Ci sono due sentenze del Tar e una del Consiglio di Stato che hanno intimato il rifacimento dell´intera procedura, a partire dall´affidamento della concessione per la realizzazione del raccordo sino alla valutazione ambientale», spiega Lacquaniti, sottolineando che la concessione fu data alla società Serenissima Brescia-Padova senza gara d´appalto, tanto che l´Italia fu oggetto di una procedura d´infrazione da parte della Corte di giustizia europea.

LA SCELTA DI COSTRUIRE un raccordo autostradale che collegasse la A4 alla Valtrompia sembrava allora una soluzione intelligente e funzionale alla riduzione di un traffico pesante che oggi la delocalizzazione pare aver eliminato. «All´inizio il raccordo era stato pensato come soluzione a una situazione che oggi è cambiata», sottolinea Eugenio Cagna, portavoce del comitato Concesio contro l´autostrada, convinto che il raccordo non sia più utile. Alcuni Comuni della Valtrompia, come Lumezzane, hanno visto nel tempo ridursi notevolmente il numero di aziende e imprese per cui ai tempi un raccordo autostradale pareva indispensabile. A ciò si è aggiunta, dal marzo 2013, la metropolitana, «un´infrastruttura che, se implementata sino in valle, potrebbe risolvere anche il normale pendolarismo», chiarisce Lacquaniti, ipotizzando un cambio di destinazione per i fondi che già sono a disposizione dell´Anas per la realizzazione del raccordo.

«Quegli stessi fondi potrebbero essere utilizzati per il prolungamento della metropolitana», evidenzia Lacquaniti, ricordando che nel 2006 è entrata in funzione una nuova strada parallela al raccordo progettato, che non esisteva ai tempi della Via del 2002, e che, insieme alla messa in sicurezza della Sp 345, assolve oggi la funzione che spetterebbe alla nuova opera.

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