10 agosto 2012
(red.) Paura, preoccupazione ed allarme ha suscitato una densa nube nera che si è sollevata mercoledì mattina dal camino dell’inceneritore di A2A a Brescia.
Alle 10,30 il termovalorizzatore, a seguito della fumata scura, è andato in black out e una delle tre linee dell’impianto ha prodotto, per circa un’ora, picchi di emissioni finchè la temperatura di combustione non è stata ripristinata a valori nella norma. ...
Nel momento dello stop al forno di combustione i picchi di emissioni si sono alzati: le emissioni di monossido di carbonio sono passate da un valore di 32,74 a 1219,33; quelle di ossido di azoto da 9,21 a 332,74; impennata anche per quelle di acido cloridrico, passate da 10,23 a 72,87; stesso discorso per le concentrazioni di ammoniaca, aumentate da 1,11 a 20,76.
Sul posto i tecnici dell’Arpa di Brescia per il monitoraggio. Il direttore dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, Giulio Sesana, ha comunque rassicurato sui livelli di inquinanti emessi nell’aria durante l’ora di black out, affermando che la media delle emissioni non dovrebbe essere stata superata, ma che comunque si deve lavorare ulteriormente affinchè tali emergenze non si verifichino più.
Sessanta minuti sono un tempo lungo per intervenire sul problema, ma Aprica ha spiegato che “il collegamento di emergenza era indisponibile per lavori di manutenzione della Società di distribuzione di elettricità”. In questo modo, i rifiuti, che si trovavano già all’interno della linea a che erano pronti per essere combusti hanno bruciato ad una temperatura inferiore causando così l’innalzamento delle emissioni.
Inceneritore, in campo Sel e Circoscrizione
10 agosto 2012
(red.) Dopo la fumata nera di mercoledì 8 agosto, la Capogruppo in Loggia di “Sinistra Arcobaleno” Donatella Albini ha depositato una interrogazione urgente al Sindaco, in quanto responsabile ultimo della salute dei cittadini. In particolare, si chiede al primo cittadino: quali azioni siano state intraprese, nell’immediato, a breve, medio e lungo termine, rispetto al controllo della salute dei cittadini e delle cittadine esposti al picco delle emissioni; quali provvedimenti siano stati richiesti nell’immediato alla Società A2A SpA per la valutazione della funzionalità e della sicurezza dell’impianto; se, data la gravità dell’incidente, ne sia stata data comunicazione all’autorità giudiziaria competente.
“La questione della sicurezza dell’impianto di termoutilizzazione“, ha ricordato Albini in una nota, “era già stata sollevata ed ampiamente discussa lo scorso mese di luglio nella Commissione Ambiente”. In particolare tre erano le questioni su cui si era concentrata l’attenzione. Uno, le emissioni di NOx (Ossidi di Azoto, precursori delle PM2,5 e PM10) dell’inceneritore di Brescia sono quasi il doppio per metri cubi di quelle dell’analogo inceneritore di Milano. Due, non sono resi pubblici, da parte di A2A, i dati relativi ai microinquinanti (diossine, Pcb, Ipa e metalli pesanti) per tutto l’anno 2011 e per il primo semestre 2012. Tre, il catalizzatore risulta essere favorevole sul piano energetico ed economico, ma non sul piano del controllo delle emissioni.
“Il sequestro precauzionale dell’impianto, data la gravità dell’incidente”, conclude la nota, “consentirebbe alla magistratura di fare chiarezza su quanto accaduto e di vegliare affinché la messa in sicurezza dell’impianto stesso allontani qualsiasi pericolo per i cittadini”. ...

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