sabato 9 marzo 2013

Le statistiche degli infortuni sul lavoro

Morti bianche in leggero calo. Ma Brescia resta maglia nera
LO STUDIO. I dati dell'Osservatorio sul lavoro di Vega Engineering. Si muore di più in edilizia e agricoltura. In provincia 54 vittime in tre anni. E' record nazionale, attenuato soltanto dal dato «per occupati». In Italia 1588 lutti, in regione 215

Brescia e la Lombardia guidano la triste classifica delle morti bianche del nostro Paese.  A mettere nero su bianco è l'Osservatorio sulla sicurezza sul lavoro di Vega Engineering che nei giorni scorsi ha diffuso i dati relativi all'andamento degli infortuni mortali sul lavoro dell'ultimo triennio. Un'ecatombe di 1588 vittime tra il 2010 e il 2012, di cui ben 215 in Lombardia e addirittura 54 nella sola provincia di Brescia, ben più martoriata di zone anche molto più ampie quali Roma (46), Torino (35) e Milano (33). Un triste primato al quale la nostra provincia, peraltro, sembra decisamente essere abituata, avendo guidato la classifica delle province con il più alto numero degli incidenti anche nei singoli anni: 19 nel 2012, 18 nel 2011 e 17 nel 2010, unico caso in cui si è collocata al secondo posto, preceduta da Roma e Bolzano (20 morti bianche).  Certo, il dato si ammorbidisce se invece che guardare ai numeri assoluti si analizzano gli indici di incidenza, vale a dire il numero delle morti sul lavoro in relazione al numero degli occupati. La nostra provincia, in questo caso, si colloca «solo» al 32esimo posto: i morti sono 54 in tre anni, è vero, ma in considerazione dell'alto numero degli occupati (1.564.016 in tale periodo) il dato appare decisamente meno inquietante di quello registrato ad esempio a Benevento (prima in classifica, con 21 morti bianche su 257.911 occupati, con un indice di incidenza dell'81,4%), Belluno (21 su 277.465 occupati, con un indice al 75,7%) o Nuoro, dove le morti bianche sono state 12 a fronte di soli 172047 occupati nel triennio. LE MORTI BIANCHE hanno subito negli ultimi 3 anni una leggera flessione passando dalle 526 del 2010 alle 553 del 2011 sino alle 509 del 2012, un dato ben poco incoraggiante se raffrontato con un tasso di disoccupazione aumentato progressivamente. Nei singoli settori, invece, poco è cambiato rispetto al passato: a detenere la maglia nera sono sempre l'agricoltura e l'edilizia,e questo a prescindere dalla grave crisi che soprattutto il comparto edile ha subito negli ultimi anni. Nel triennio, infatti, ben il 24,6% degli incidenti mortali sono avvenuti in edilizia. Quasi peggio è andata al comparto agricolo, che in tre anni ha registrato 580 incidenti mortali, il 36,5% del totale. ... Il trattore, invece, continua ad essere il mezzo killer per eccellenza: la percentuale delle morti per ribaltamento tra il 2010 e il 2012 è stata del 20 per cento.

Nessun commento: