venerdì 9 agosto 2013

Giacimenti di gas nel sottosuolo gussaghese?

IN REGIONE DOMANDE DI TRIVELLAZIONE NEI POZZI LASCIATI DA ENI E AGIPCaccia al metano in Val padana: a Brescia già estratti 2 miliardi di metri cubi
La Exploenergy srl, tra i cui soci c'è un consigliere A2A, ex dirigente Eni, assicura: «Non produrremo shale gas»

(Corriere della Sera, ed. di Brescia) Alla conquista del gas. O meglio, di quello che è rimasto nella bassa bresciana dopo le massicce trivellazioni fatte nell'ultimo mezzo secolo dall'Eni e da Agip (1,8 miliardi di metri cubi). Eppure qualcosa è rimasto sotto i fertili campi dove i millenni hanno trasformato alberi e vegetali in metano purissimo, tra il migliore in Europa. Si stima ci possano essere ancora 300milioni di metri cubi.
CHI C'E' DIETRO EXPLOENERGY - Lo sa bene la Exploenergy, piccola società di San Donato Milanese con piccolo capitale sociale (120mila euro, quanto bastava per poter far richiesta di trivellazione al ministero) che ha deciso di prosciugare quei giacimenti individuati dall'Agip a metà degli anni Cinquanta ma non sfruttati dall'ente di Stato perché considerati marginali. Società che punta anche sulla rete di conoscenze di uno dei suoi tre soci: Stefano Cao, ex manager Saipem ed Eni, che ricopre molteplici incarichi: siede nel consiglio di gestione di A2A, nel consiglio di Aeroporti Roma, Autostrade per l'Italia, Petrofac Ltd. Da visura camerale di lunedì risulta domiciliato in Lussemburgo «ma da ottobre ho riportato la residenza a Milano» precisa al Corriere.
DOVE SI TRIVELLERA' - Ecco allora la domanda depositata al ministero dello Sviluppo Economico (insieme ai progetti di Castiglione di Cervia e Reno Centese) nel marzo 2012 per «studiare» un'enorme fetta di pianura lombarda: 289 chilometri quadrati in 35 diversi comuni, di cui 31 bresciani: dalla città a Lograto (che dà il nome al progetto), da Mairano ad Orzinuovi, da Bagnolo Mella a Pompiano, da Roccafranca a Chiari [Gussago inclusa]. La domanda a febbraio ha incassato il parere favorevole del Cirm (commissione idrocarburi e risorse minerarie) e adesso attende una Valutazione di impatto ambientale da parte della regione Lombardia. Le prime trivelle non partiranno prima del 2016.
IL RISCHIO SISMICO - Nella Bassa c'è preoccupazione: si teme che trivellazioni fino a 2mila metri di profondità possano avere effetti sulla sismicità dei luoghi: Diversi paesi infatti risultano inseriti in zona 2 della classifica dei rischi sismici (livello elevato): si tratta di Orzinuovi, Orzivecchi, Castelcovati, Comezzano Cizzago, Roccafranca e Pompiano sono inseriti in zona «due» della classifica del rischio sismico (considerato elevato). C'è poi il discorso di Capriano del Colle, che si appoggia (come dimostrato in recentissimi studi) su una faglia ancora attiva, con il rischio che si sviluppino terremoti di intensità potenziale fino ad una magnitudo di 6.1.
NIENTE SHALE GAS - Nella Bassa però «non ci sarà nessuna ricerca di shale gas» ha assicurato l'ingegner Liliana Panei, dirigente del ministero Sviluppo Economico. Il metano ricavato da «shale» (roccia fangosa) che sta contribuendo massicciamente al rilancio dell'economia Usa è invece malvisto da molti paesi Europei a causa dei suoi effetti collaterali sull'ambiente (potenziale rischio sismico e inquinamento delle falde a causa degli acidi utilizzati nelle trivellazioni). La conferma arriva dalla stessa Exploenergy, contattata dal Corriere: «La nostra società è impegnata nella ricerca con metodi convenzionali di accumuli di idrocarburi principalmente gas - spiega il presidente del Cda, Domenico Esposito -. Per quanto riguarda lo shale gas non abbiamo mai considerato questa ipotesi di lavoro, né siamo interessati a farlo in futuro».
GIA' ESTRATTI 2 MILIARDI DI METRI CUBI - Pochissimi lo sanno. Ma negli ultimi 50 anni la Bassa ha «donato» al Paese quasi due miliardi di metri cubi di metano, l'equivalente del consumo medio annuale di un milione di case da cento metri quadrati (oggi il consumo del Paese è di circa 80 miliardi di metri cubi l'anno). Un vero tesoro sotterraneo è stato quello ritrovato a Leno: dal 1962 al 2004 sono stati attinti dal sottosuolo 740 milioni di metri cubi. Non è da meno Bagnolo Mella: dal luglio del 1955 all'agosto del 1999 si sono sfruttati ben 630 milioni di metri cubi, ad una profondità di 1100 metri, laddove si trovano strati ghiaiosi che i geologi conoscono come formazione Sergnano (Messiniano). Ora quelle enormi grotte sotterranee sono vuote e proprio là sotto Gdf Suez vorrebbe re-iniettare gli stessi quantitativi di metano, acquistato però dalla Russia. Terzo nella classifica dei giacimenti più fertili quello Orzinuovi: fino al 2011 ha prodotto 250 milioni di metri cubi. Segue Maclodio (dal 1956 al 1964 ben 130 milioni di metri cubi) e Orzivecchi (giacimento scoperto nel 1955), che in dieci anni (dal 1957 al 1967) ha prodotto 80 milioni di metri cubi. Pozzi scoperti e scavati dall'Eni di Enrico Mattei.
LOMBARDIA HUB EUROPEO DEL GAS - Non solo ricerca di metano, ma anche stoccaggio: la Lombardia si appresta infatti a trasformarsi in un immenso hub europeo del gas. Nove i progetti di stoccaggio in pista (Brugherio, Settala, Cornegliano, Sergnano-Romanengo, Ripalta, Bordolano, Cortemaggiore, Voltido e Capriano del Colle) che complessivamente stiveranno nelle viscere della regione, sotto i piedi di 1 milione di lombardi, dai 10 ai 20 miliardi di metri cubi di gas

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