mercoledì 7 febbraio 2018

#ERDOGANNOTWELCOME


Domenica a Roma la Polizia ha caricato il presidio organizzato per protestare contro la vergognosa visita istituzionale del Sultano turco Erdogan e per esprimere solidarietà alle vittime dell’aggressione condotta dalle forze armate di Ankara nella regione siriana di Afrin.
L’autocrate islamista della Turchia è arrivato nella Capitale dove è stata istituita una “green zone” presidiata come se fosse un territorio di guerra, con droni, militari sui tetti e 3500 uomini schierati nelle strade.
Il dittatore Erdogan ha incontrato Bergoglio, il premier Gentiloni e il presidente della Repubblica Mattarella.
Vietato manifestare in centro città, ma non solo. Alcune centinaia di compagne e compagni, riunitisi ai giardini di Castel Sant’Angelo, hanno provato a muoversi in corteo, ma sono stati manganellati dalla celere e almeno un compagno curdo è stato fermato e portato in Questura. Dopo la carica, agenti in antisommossa di tutti i corpi delle forze dell’ordine (Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza) hanno chiuso la piazza su tutti i lati ed hanno impedito a chiunque di entrare ed anche di uscire.
Le mani del “Sultano turco” sono sporche di sangue: denunciamo la complicità di chi gliele stringe!

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